Bocci incorona l'Atalanta: "Palladino salva l'Italia in Champions, cento minuti di puro godimento"
L'impresa clamorosa dell'Atalanta contro il Borussia Dortmund non salva soltanto la stagione europea dei nerazzurri, ma risolleva l'intero orgoglio del movimento calcistico italiano. All'indomani della notte da sogno vissuta alla New Balance Arena e della contemporanea, amara eliminazione della Juventus, la prestigiosa firma del Corriere della Sera Alessandro Bocci ha analizzato con toni trionfalistici il capolavoro tattico e caratteriale orchestrato da Raffaele Palladino.
IL FURORE AGONISTICO E IL DNA - «La meravigliosa Atalanta di Palladino, che ha saputo conservare intatti i geni gasperiniani, ha reso decisamente meno amara la campagna di Champions League dell'Italia», ha scritto il noto opinionista sulle colonne del quotidiano. Un'analisi che fotografa alla perfezione l'approccio feroce e senza sbavature mostrato dalla squadra fin dal riscaldamento: «Abbiamo assistito a cento minuti di puro godimento calcistico: un gioco ricco, intenso, con dentro tutto il furore e la granitica convinzione di potercela fare».
LA SOFFERENZA CHE ESALTA LA GIOIA - La dinamica della rimonta ha aggiunto ulteriore epica a un traguardo già di per sé storico. La compagine bergamasca ha letteralmente schiacciato il Borussia Dortmund sin dal primo giro d'orologio, sbloccando la gara dopo appena cinque minuti e annullando il doppio svantaggio dell'andata prima ancora del riposo. «Anche se per festeggiare in via definitiva si è stati costretti ad attendere fino al novantottesimo minuto, così è persino più bello: un mix perfetto di sofferenza e gioia irrefrenabile», ha sottolineato il giornalista.
L'UOMO DELLE GRANDI SFIDE - A completare il quadro c'è la definitiva consacrazione di Raffaele Palladino, che si conferma un autentico specialista quando l'asticella della pressione si alza vertiginosamente. «Nelle grandi partite si esalta sempre: all'esordio assoluto in Serie A con il Monza era riuscito a battere la Juventus», ha ricordato la penna del Corriere. «E durante la sua esperienza a Firenze, dentro il Franchi, aveva messo in fila potenze come Milan, Roma e la stessa formazione bianconera. Grazie a lui e ai suoi discepoli abbiamo scacciato il terribile incubo di non essere rappresentati nell'esclusivo club delle migliori sedici d'Europa».
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