La ricetta di Percassi per sognare ancora: "Impresa storica in Champions, Palladino ha portato entusiasmo"
La notte magica di Champions League è già in archivio, ora la testa deve sintonizzarsi esclusivamente sulle insidie della Coppa Italia. A pochi minuti dal fischio d'inizio della delicata semifinale d'andata contro la Lazio, l'amministratore delegato dell'Atalanta, Luca Percassi, ha preso la parola per tracciare un bilancio di questa stagione vissuta sulle montagne russe, tra cambi di guida tecnica, sfortuna e trionfi esaltanti.
LA NOTTE EUROPEA E LA SFIDA CAPITOLINA - Il clamoroso successo contro il Borussia Dortmund ha lasciato in dote a Zingonia un entusiasmo straripante, ma il dirigente nerazzurro predica massima concentrazione, spegnendo facili euforie. Ai microfoni di Mediaset, l'ad ha ribadito come l'impresa di coppa sia stata una parentesi irripetibile, mentre la quotidianità del calcio italiano nasconda trappole dietro ogni angolo. «Quella di mercoledì è stata una serata unica nel suo genere, ma il campionato ci insegna costantemente quanto sia complicato ogni singolo impegno», ha sottolineato. Contro la compagine romana servirà dunque la versione più brillante della squadra, nella lucida consapevolezza che i novanta minuti dell'Olimpico rappresentano solo la prima metà di una battaglia che troverà il suo epilogo alla New Balance Arena
LA TRANSIZIONE E L'ADDIO A JURIC - Gestire l'onda lunga di un ciclo durato quasi un decennio si è rivelato fisiologicamente complesso. Percassi non si nasconde dietro a un dito e torna sulle turbolenze autunnali, rivolgendo un pensiero sincero all'ex tecnico Ivan Juric. «Dopo un cambio così profondo, era del tutto normale andare incontro a delle oggettive difficoltà», ha ammesso con onestà il dirigente. Parole al miele per l'allenatore croato, la cui avventura è stata fatalmente azzoppata anche da una pesante scia di infortuni che ha sottratto giocatori cardine al progetto tecnico. Tuttavia, il ruolo della dirigenza impone spesso di compiere scelte dolorose ma necessarie per invertire la rotta.
L'EFFETTO PALLADINO E I PIEDI PER TERRA - L'approdo di Raffaele Palladino ha riacceso la scintilla, riportando linfa vitale, gioco e risultati in tutto l'ambiente orobico. «Il nuovo mister ha portato una formidabile ventata di entusiasmo e ritrovarci oggi in questa posizione ci riempie di immenso orgoglio», ha confessato il CEO. Nonostante la rinascita sia sotto gli occhi di tutti, la parola d'ordine nei corridoi del club resta la cautela. La strada verso i traguardi primaverili è ancora lunga e tortuosa: l'Atalanta non ha ancora in tasca alcun verdetto definitivo e l'orizzonte richiede ancora tantissimo sudore.
La corazzata bergamasca si prepara dunque a vivere l'ennesima notte da protagonista assoluta, guidata dalla lungimiranza di una società capace di guardare al passato senza rimpianti, per costruire un presente sempre più ambizioso e solido.
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