Gli ultras dicono basta: petizione contro caro prezzi e stadi blindati. «L'Atalanta è della sua gente»
Il limite della sopportazione è stato ampiamente superato e ora la piazza orobica ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Il tifo organizzato dell'Atalanta si mobilita ufficialmente, lanciando un segnale inequivocabile ai vertici del nostro pallone: l'amore per la maglia non può più essere ostaggio di speculazioni e restrizioni. Attraverso una dura e appassionata nota ufficiale, la curva ha annunciato l'adesione a una vasta campagna nazionale per rivendicare i diritti fondamentali di chi vive lo stadio ogni fine settimana.
L'AMORE CALPESTATO E IL LIMITE SUPERATO - Il manifesto del tifo si apre con un appello viscerale alla propria gente: «Popolo atalantino, adesso basta! L'Atalanta Bergamasca Calcio è patrimonio di ogni atalantino». Il documento sottolinea come la passione per questi colori sia fatta di enormi sacrifici quotidiani, un sentimento puro che viene tramandato di padre in figlio seguendo il motto omnia vincit amor. «Per amore abbiamo sopportato di tutto – si legge nel comunicato – ma c'è un limite ed ora è stato ampiamente superato. Se il nostro amore viene calpestato in nome di logiche estranee alla nostra passione, non possiamo rimanere in silenzio e far finta di niente».
LA LISTA DELLE INGIUSTIZIE - A far traboccare il vaso è stata una concatenazione di scelte gestionali che hanno progressivamente allontanato le famiglie e i sostenitori dai gradoni. Il dito è puntato contro il listino prezzi giudicato fuori controllo, come i 40 euro richiesti per assistere dal vivo alla sfida in casa del Sassuolo, ma anche contro una programmazione cervellotica che fissa match come Atalanta-Genoa alle tre del pomeriggio di un mercoledì lavorativo. A tutto questo si aggiunge l'infinita serie di divieti e limitazioni imposte in occasione delle trasferte, ostacoli che frammentano l'unità della tifoseria che tanto sta supportando l'ottimo lavoro sul campo di Raffaele Palladino.
LA CAMPAGNA E LE RICHIESTE - La risposta a questa deriva è l'adesione alla petizione denominata «Per un calcio giusto e popolare», un'iniziativa trasversale che unisce centinaia di realtà ultras, dalla Serie A fino alla Promozione. Le rivendicazioni sono chiare e dirette: introduzione di un limite per il costo dei tagliandi, garanzia di libera circolazione per i tifosi ospiti e la promozione di stadi realmente fruibili e a misura di appassionato. Un messaggio inequivocabile rivolto alle alte cariche istituzionali, per ribadire che queste istanze non sono un capriccio, ma una necessità vitale per la sopravvivenza del movimento.
I BANCHETTI FUORI DALLO STADIO - Dalle parole si passerà molto presto all'azione concreta. A partire dalla prossima sfida casalinga di campionato contro il Verona, e ininterrottamente fino al mese di maggio, i volontari allestiranno dei punti di raccolta firme all'esterno della New Balance Arena. Un'occasione per compattare ulteriormente l'ambiente e dimostrare la forza e la compattezza della gente bergamasca.
Il dado è tratto: la piazza ha deciso di scendere in campo compattamente per difendere non solo i propri colori, ma l'essenza stessa di uno sport che deve tornare ad appartenere alla gente.
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