Giuntoli: "Le idee di Gasperini e di Sarri sono l'opposto"
Redazione TuttoAtalanta.com
Cristiano Giuntoli spiega la nuova Atalanta di Maurizio Sarri e non nasconde la portata della svolta. Il direttore sportivo nerazzurro, affiancato da Davide Zappacosta, uomo simbolo della vecchia guardia, ha ripercorso scelte tecniche, mercato e prospettive in un lungo confronto – come riporta La Gazzetta dello Sport – che racconta una Dea più nuova che mai, pur fedele alla sua vocazione per l'innovazione e per i giovani.
GASPERINI E SARRI - Il punto di partenza è il cambio di pelle più profondo dell'ultimo decennio: allenatore e direttore sportivo diversi, cinque innesti di peso e un'altra idea di calcio. Giuntoli la sintetizza senza lasciare margini all'interpretazione: «Le idee di Gasperini e di Sarri sono l'opposto». E individua con precisione il cuore del passaggio: «Per tanti anni qui hanno seguito la marcatura a uomo e invece adesso si devono orientare sulla palla». Una rivoluzione nei riferimenti difensivi che, nella lettura del ds, chiede tempo prima ancora che qualità: è il messaggio di chi vuole proteggere il progetto dalla fretta.
L'UMORE DI SARRI - Sul tecnico, Giuntoli sceglie l'ironia di chi lo frequenta da anni: «Lui non è mai contento, che vinca o che perda non si capisce mai l'umore». Un tratto caratteriale che a Bergamo convive con una concentrazione totale sul percorso da compiere. Zappacosta, che con Sarri aveva vinto l'Europa League al Chelsea nella stagione 2018-19, conferma l'immagine con una sfumatura significativa: «Sarri l'ho ritrovato uguale, forse più elastico su determinate cose». Un'apertura preziosa, per un gruppo chiamato a disimparare abitudini consolidate.
GLI ULTIMI 30 METRI - Sul campo, i progressi ci sono: la squadra si è accorciata e ha alzato il baricentro, soprattutto dopo la trasferta di Cagliari. Il tassello mancante, però, è il più delicato: «Ci mancano gli ultimi 30 metri, i più difficili». Nessun processo ai singoli, anzi: «È la squadra che si deve liberare e pensare meno». Una diagnosi collettiva, che sposta il problema dalla qualità degli interpreti alla serenità del sistema, nella convinzione che proprio negli ultimi metri le squadre di Sarri abbiano sempre lasciato il segno.
IL MERCATO DELL'ATALANTA - La rosa, spiega il ds, è un mix studiato tra esperienza e volti nuovi. Su Gianluca Gaetano, conosciuto finora come attaccante e trequartista, il giudizio è netto: si è adattato benissimo al centrocampo sarriano, e soprattutto «Grande lavoratore, vale la Nazionale». Di Rasmus Kristensen esalta fisicità, velocità e tecnica, con una sottolineatura che vale una scelta tattica: «nelle uscite da dietro la palla non gli scotta». Profili, insomma, selezionati in funzione della costruzione dal basso che il nuovo allenatore pretende.
I RETROSCENA: ELMAS E KESSIE - Ci sono poi i dettagli di trattativa che Giuntoli racconta con evidente soddisfazione. Sull'arrivo di Eljif Elmas: «La trattativa con Elmas siamo riusciti a tenerla segreta per giorni». E il ritorno di Franck Kessie, definito sul filo di lana, ha avuto un artefice preciso: «Per Kessie abbiamo sfruttato il fatto che Luca Percassi lo conoscesse, così l'ultimo giorno l'abbiamo preso». La conferma che, nel mercato nerazzurro, le relazioni personali pesano quanto le cifre.
ROWE COME LOOKMAN - Il paragone più suggestivo lo regala Zappacosta, parlando di Jonathan Rowe: «Rowe ricorda Lookman: vuole la palla, cerca di saltare gli uomini». Un accostamento impegnativo, accompagnato da una previsione: «Sono sicuro che si avvicinerà sempre più alla porta». Il talento per l'uno contro uno c'è già; il passo successivo, nelle parole dell'esterno, è trasformarlo in pericolosità sotto porta.
ÉDERSON E SCALVINI - Il capitolo delle conferme passa da Éderson, che sembrava destinato a partire e invece è rimasto. Giuntoli ammette che nessuna sessione è perfetta: «Logico che ogni anno rimanga qualcosa nel taschino». Ma rivendica i risultati ottenuti grazie alla proprietà, ai Percassi e a Steve Pagliuca: «Grazie ai Percassi e a Pagliuca siamo riusciti a rinnovare Ederson, che è rimasto volentieri, come del resto Scalvini». Due permanenze che, più di qualsiasi acquisto, raccontano la solidità del progetto.
IL CALENDARIO - Dopo la sosta arriveranno Venezia, Pafos e Milan, l'inizio di un ciclo di impegni ravvicinati. Una prospettiva che Zappacosta accoglie con entusiasmo: «Senza partita infrasettimanale mi sembra di arrivare scarico alla domenica». Parole da veterano abituato al ritmo europeo, che suonano come un invito al gruppo a vivere il tour de force come un'opportunità.
ZINGONIA, LA MINIERA - Ampio spazio anche al centro sportivo, descritto come una grande famiglia in cui il livello umano è altissimo. Sul vivaio, Giuntoli non ha dubbi: «Il settore giovanile è una miniera». E guarda avanti: «Abbiamo ancora tanti ragazzi di livello da lanciare». Chiude il cerchio un riconoscimento esplicito all'amministratore nerazzurro, definito «uno dei manager più bravi del calcio italiano», artefice con Pagliuca di qualcosa di straordinario.
KVARATSKHELIA E IL CAMPANELLO - In chiusura, il ds riavvolge il nastro fino al colpo più celebre della sua carriera: l'arrivo a Napoli di Khvicha Kvaratskhelia nel 2022. Il georgiano giocava nel Rubin Kazan quando lo scoppio della guerra cambiò tutto: «il prezzo calava eppure non lo prendeva nessuno». A marzo la mossa decisiva: Giuntoli lo mostrò a Luciano Spalletti, entusiasta ma scettico sulla fattibilità. Il giocatore però era già in Italia, e il giorno seguente il ds lo accompagnò direttamente dall'allenatore: «Andammo proprio a suonargli il campanello insieme».
LA NUOVA VIA - Dalle intuizioni di Napoli ai cantieri di Zingonia, il metodo resta lo stesso: idee chiare e pazienza. Ora tocca al campo trasformarle in risultati.
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