Sarri a Sky: "Il ranking è fatto dai risultati passati, non ha importanza! Su Scalvini..."
Redazione TuttoAtalanta.com
24 ore al fischio d'inizio del primo match della storia nerazzurra nella League Phase di UEFA Conference League. Alla New Balance Arena, ai microfoni di Sky Sport, intervistato da Massimiliano Nebuloni, Maurizio Sarri ha presentato la sfida contro il Pafos, avversario che a suo dire vale più del nome che porta. Dopo la conferenza della vigilia, il tecnico nerazzurro ha fatto il punto sull'emergenza difensiva, aggravata dallo stop di Scalvini dopo quelli di Hien e Kossounou, ha speso parole affettuose per David Luiz, capitano dei ciprioti e suo ex giocatore al Chelsea, e ha risposto sui moduli, sul ballottaggio in attacco e sul ruolo da favorita attribuito alla Dea. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, con quale stato d'animo e con quali prospettive parte il vostro viaggio in Europa?
«Andiamo a giocare una partita europea, quindi una partita importante, e come sempre le partite a livello europeo sono partite difficili. Affrontiamo una squadra più forte del nome che porta, piena di qualità tecnica, con un portoghese e tanti brasiliani: sarà sicuramente una partita in cui ci sarà anche da soffrire».
Complice anche l'emergenza in difesa, con Scalvini che si aggiunge a Hien e Kossounou, non è un momento facile: come pensa di sopperire alla sua assenza e come sta il difensore?
«Scalvini non ha un infortunio molto grave, per fortuna, però chiaramente deve stare a riposo per qualche giorno».
Salterà anche il Milan?
«Probabilmente sì, ma questo ancora non lo sappiamo. Andiamo a sopperire con i giocatori che ci sono rimasti. Ma in questo momento è anche importante che siano tutti abbastanza coinvolti, quindi è importante che mettano piede in campo più giocatori possibile».
Farebbe comodo avere a disposizione David Luiz: si aspettava di ritrovarlo, otto anni dopo l'esperienza al Chelsea, capitano di una squadra cipriota? Era una colonna del suo Chelsea che vinse l'Europa League.
«Sì, David è un ragazzo straordinario e un giocatore fortissimo. E oltre al giocatore c'è uno spessore umano gigantesco: è un ragazzo al quale sono molto affezionato e che ricordo molto, molto volentieri. È un innamorato del calcio, quindi mi aspettavo che giocasse a lungo».
Oltre al Pafos, teme quei cali che avete avuto finora, come lunedì con il Venezia, quando dopo un'ottima prima mezz'ora avete un po' staccato?
«Non penso che abbiamo staccato. Io le partite del Venezia le ho viste tutte: purtroppo per loro sono finite tutte con risultati di questo tipo, ma nell'arco delle partite il Venezia ha messo in difficoltà tutti. Era logico che, quando hanno tentato il tutto per tutto con noi in vantaggio di due gol, rallentassimo un attimo. Penso che il problema sia stato soltanto di baricentro: nel primo tempo era molto alto e ci consentiva riconquiste molto alte e ripartenze veloci, nel secondo tempo era basso, le riconquiste arrivavano tutte al limite della nostra area e le ripartenze erano più complicate. Alcune le abbiamo fatte bene, tante le abbiamo sprecate».
Le caratteristiche dell'avversario suggeriscono di proseguire con il 4-2-3-1 o tornerà all'antico?
«All'antico ci siamo tornati anche durante la partita con il Venezia. Sono due opzioni che in questo momento abbiamo e che ci giocheremo di volta in volta, e molto probabilmente anche nell'arco della stessa partita».
Visto l'inizio di stagione di Krstović, sono cambiate le gerarchie in attacco o resta il ballottaggio con Scamacca?
«Il ballottaggio fa parte del calcio moderno: se fai nove partite in ventisei giorni è chiaro che ci debbano essere ballottaggi e alternanza, quindi rientra tutto nella normalità. Poi, se a livello giornalistico vi fa piacere trovare delle gerarchie, saranno gerarchie che varieranno di mese in mese».
Prima di lasciarla andare: che cosa pensa quando sente che l'Atalanta, ranking alla mano, è tra le favoritissime per arrivare fino in fondo?
«Penso che il ranking sia fatto dai risultati passati, quindi non ha nessuna importanza».
Rispetto per l'avversario, affetto per un vecchio pupillo e nessuna concessione ai pronostici: Sarri apre l'avventura europea con i piedi ben piantati per terra, chiedendo alla rosa di partecipare tutta a un tour de force che non concede pause. In una serata condizionata da rotazioni e nodo difesa, il campo dirà se la Dea saprà partire con il piede giusto.
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