Notte da leoni a Monaco: la Dea cerca riscatto e nuovi titolari contro il Bayern
L'Atalanta vola in Germania con un bagaglio di motivazioni che va ben oltre il semplice tabellino di una qualificazione ormai sfumata. Il severo 1-6 incassato nel match d'andata alla New Balance Arena ha di fatto chiuso le porte dei quarti di finale di Champions League, ma per i nerazzurri la trasferta bavarese rappresenta tutto fuorché una gita di piacere. C'è l'onore da difendere, l'immagine di una cavalcata europea da preservare e, soprattutto, l'opportunità di dimostrare che il divario tecnico con le superpotenze del continente non è quello impietoso visto nel primo round.
IL LABORATORIO TATTICO - L'impegno contro il Bayern Monaco assume i contorni di una vera e propria prova generale per Raffaele Palladino. In un calendario solitamente asfissiante che non concede tempo per gli esperimenti, questa gara offre al tecnico la rara chance di attuare un massiccio turnover. L'obiettivo è chiaro: dare minutaggio a chi ha respirato meno l'erba del campo e allargare il ventaglio dei titolari affidabili per le undici o dodici battaglie che restano da qui al termine della stagione.
I RIENTRI DALL'INFERMERIA - La sfida europea sarà un banco di prova fondamentale per misurare la condizione fisica dei recuperati. Ederson e Charles De Ketelaere, reduci da un mese ai box, cercano conferme dopo i primi segnali incoraggianti visti nel recente impegno a San Siro, mentre Giacomo Raspadori scalpita per riassaporare il clima partita proprio sotto i riflettori di Monaco. Da questi rientri dipenderà gran parte dell'energia a disposizione della Dea nel rettilineo finale.
LUCI E OMBRE DELLE ALTERNATIVE - Fino a questo momento - spiega L'Eco di Bergamo -, le risposte fornite dalle seconde linee sono state altalenanti. Se da un lato giocatori come Raoul Bellanova, Odilon Kossounou (irriconoscibile post Coppa d'Africa), e persino la lieta sorpresa Mike Ahanor sono scivolati ai margini delle rotazioni, dall'altro lato ci sono elementi in cerca di identità. Lo stesso Yunus Musah, che a Monaco non ci sarà per squalifica, fatica a trovare la giusta collocazione nei meccanismi bergamaschi. Quando i senatori inamovibili come Marten de Roon, Davide Zappacosta e Sead Kolasinac rifiatano, la differenza di rendimento si fa ancora sentire.
I NUOVI TITOLARI AGGIUNTI - Il faro da seguire per chi cerca riscatto è rappresentato dal trio delle meraviglie subentranti: Mario Pasalic, Lazar Samardzic e Nikola Krstovic. Approfittando degli spazi creatisi, hanno scalato le gerarchie trasformandosi in pedine imprescindibili. Krstovic, in particolare, si è imposto come formidabile alter ego di Gianluca Scamacca, eguagliando Francesco Pio Esposito e Christian Pulisic come miglior marcatore a partita in corso del campionato. A completare il quadro c'è Ibrahim Sulemana, ormai calatosi perfettamente nel ruolo di prezioso guastatore tattico.
L'ULTIMO APPELLO - Riuscire a contare su una rosa di diciotto o diciannove effettivi reali, e non solo su un undici di partenza, è la vera chiave di volta per le prossime settimane. L'Atalanta chiama a raccolta tutte le sue risorse: la scintillante vetrina dell'Allianz Arena è l'occasione perfetta per le seconde linee di alzare la voce e dimostrare di poter essere protagoniste nel momento clou dell'anno.
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