Palladino in conferenza: "Raspadori e De Ketelaere recuperati. Giocheremo con orgoglio"
La missione in terra di Baviera assume i contorni di una notte dal sapore dolceamaro ma carica di un fascino storico innegabile. Raffaele Palladino ha le idee chiarissime alla vigilia del difficilissimo incrocio di Champions League contro il Bayern Monaco: la sua Atalanta scenderà in campo all'Allianz Arena non certo per rassegnazione, ma per onorare il blasone del club e dell'intero movimento calcistico italiano. L'allenatore campano, con la consueta lucidità, chiede ai suoi ragazzi di capitalizzare l'esperienza del match d'andata, trasformando quella ferita sportiva in pura energia mentale e agonistica.
IL TRAGUARDO DEL CAPITANO - L'attenzione della vigilia si concentra inevitabilmente sul possibile e imminente record assoluto di Marten de Roon. Con una sola presenza, il centrocampista olandese affiancherebbe lo storico traguardo in maglia nerazzurra di Gianpaolo Bellini. Interpellato su un suo impiego dal primo minuto nella bolgia tedesca, il mister non ha nascosto un sorriso complice: «E chi ha detto che non giocherà? Penso che per lui sia una soddisfazione enorme. Parliamo di un risultato semplicemente storico, sia per il giocatore che per tutta la società».
L'ONORE TRICOLORE E LA CENTESIMA - Oltre ai traguardi individuali, ci sono pietre miliari di squadra che rendono la trasferta teutonica un appuntamento da circoletto rosso. Per i bergamaschi sarà infatti la centesima partita ufficiale nelle competizioni UEFA. «Sono felicissimo di poter tagliare questo traguardo - confida Palladino - e lo porterò sempre con grande fierezza e sono convinto che sarà una grande partita. Inoltre, avvertiamo un forte senso di responsabilità: siamo orgogliosi di rappresentare l'Italia essendo rimasti l'ultimo baluardo del nostro Paese in questa competizione».
LA LEZIONE DEL PASSIVO - La severa batosta subita nel primo round non ha disgregato lo spogliatoio, bensì lo ha forgiato nel carattere. Il tecnico evidenzia come i sei gol incassati contro la corazzata bavarese abbiano incredibilmente accelerato il processo di maturazione del gruppo, innescando una reazione d'orgoglio già ampiamente ammirata nel recente e vibrante scontro di San Siro contro l'Inter. «Abbiamo affrontato una formazione devastante sia dal punto di vista tecnico che fisico. Eppure, nonostante la sconfitta, quella serata ci ha fatto crescere mentalmente e lo abbiamo dimostrato. Abbiamo saputo reagire da grande squadra», spiega il tecnico atalantino.
I RIENTRI E L'ORIZZONTE STAGIONALE - Le buone notizie per l'immediato futuro arrivano anche dall'infermeria. Charles De Ketelaere ha già messo preziosi minuti nelle gambe nell'ultimo turno di campionato, mentre Giacomo Raspadori è tornato a lavorare a pieno regime in gruppo e farà parte della spedizione. Guardando poi al traguardo a lungo termine, Palladino traccia la rotta, ricordando la formidabile rimonta in campionato dal suo arrivo, quando la squadra languiva al tredicesimo posto: «Vogliamo essere competitivi in Serie A per raggiungere risultati di rilievo. La Conference League o altri palcoscenici continentali restano traguardi di assoluto valore che non considero affatto inferiori».
LEZIONE IMPARATA E FAME DI VITTORIA - Il passivo del primo round non scalfisce le ambizioni della guida tecnica, che punta senza mezzi termini al bottino pieno. La solidità ritrovata in campionato ha restituito certezze, soprattutto nella gestione dei momenti cruciali del match. «Io punto sempre a vincere», sottolinea l'allenatore, evidenziando il lavoro svolto sui cali di concentrazione: «All'andata abbiamo peccato su alcuni dettagli, sbavature che poi siamo riusciti a limare magistralmente nella sfida di San Siro. Domani servirà un'interpretazione tattica perfetta, mantenendo inalterata la nostra grinta dal primo all'ultimo istante».
IL FASCINO DELLE GRANDI NOTTI - Calcare palcoscenici di questa levatura rappresenta l'essenza stessa della competizione, un premio sudato e meritato per il lavoro di un gruppo intero. L'emozione traspare dalle parole del mister, che però la converte immediatamente in carica agonistica. «Arrivare a giocare in questi stadi è sempre motivo di grande orgoglio anche per il calcio italiano», confida il tecnico. Il fattore emotivo giocherà un ruolo cruciale per superare l'ostacolo: «Quando vedi queste arene ti brillano gli occhi, e noi domani sera ci proveremo fino alla fine. Abbiamo recuperato giocatori fondamentali e, in questo rush decisivo, cercherò di spingere forte la squadra oltre ogni limite».
MENTALITÀ E NESSUN TIMORE - L'avversario è di quelli che fanno tremare i polsi, ma la ricetta per provare l'impresa passa per coraggio e applicazione feroce. Il Bayern, ferito e implacabile per natura, non farà sconti, e l'allenatore dell'Atalanta lo sa bene. «Domani la squadra deve giocare con orgoglio», impone il tecnico alla vigilia. La tattica dovrà fondersi col carattere: «Proveremo con fiducia e mentalità a mettere in difficoltà una squadra fortissima. Loro giocheranno alla morte, perché i tedeschi sono fatti così, non lasciano nulla al caso. Dobbiamo esserne consapevoli e, soprattutto, non dovremo più commettere le leggerezze dell'andata».
L'ORGOGLIO OLTRE LA MONTAGNA - Il pesante passivo da ribaltare potrebbe far tremare i polsi a chiunque, ma non intacca lo spirito battagliero di Palladino, nemmeno di fronte a un avversario che forse guarda già ai prossimi impegni. La consapevolezza della difficoltà si mescola alla necessità di difendere il blasone: «Sappiamo bene che recuperare cinque gol rappresenta una montagna altissima da scalare», ammette lucidamente l'allenatore. Ma la resa non è contemplata nel vocabolario nerazzurro, e la richiesta alla squadra è perentoria: «Domani voglio vedere in campo una prestazione che sia assolutamente degna di noi stessi e so...»
IL FASCINO DELL'ARENA - Arrivare a calcare palcoscenici di questa portata rappresenta l'essenza del calcio e un vanto non solo per il club, ma per l'intero movimento sportivo italiano. Palladino non nasconde l'emozione, ma la trasforma immediatamente in propellente per il gruppo: «Quando vedi questi stadi ti brillano gli occhi, e noi domani sera ci proveremo fino alla fine». L'entusiasmo si unisce alla consapevolezza di avere armi in più per questo finale di stagione incandescente: «Abbiamo recuperato giocatori fondamentali e nel rush finale cercherò di spingere forte la squadra».
ORGOGLIO E MENTALITÀ - L'avversario è un colosso implacabile per natura, ma la resa non è contemplata nel vocabolario nerazzurro. La ricetta del tecnico campano mescola coraggio e applicazione feroce per provare a scalfire le certezze bavaresi. «Domani la squadra deve giocare con orgoglio», impone l'allenatore, tracciando la via: «Proveremo con fiducia e mentalità a mettere in difficoltà una squadra fortissima. Loro giocheranno alla morte, i tedeschi sono fatti così e non lasciano nulla al caso». Il monito è chiaro e perentorio: servirà la perfezione assoluta. «Dobbiamo essere consapevoli che non dovremo più commettere le leggerezze dell'andata».
SCALARE LA MONTAGNA - Ribaltare un passivo di cinque reti è un'impresa titanica, specialmente contro chi magari fa già i calcoli per il turno successivo. Ma per la guida tecnica l'atteggiamento non è in alcun modo negoziabile. «Recuperare cinque gol è sempre una montagna da scalare», ammette con estrema lucidità. Il percorso fatto fin qui, però, impone di onorare l'impegno lottando su ogni singolo pallone: «Domani voglio una partita degna di noi stessi e soprattutto da Atalanta. Se siamo arrivati fino a qui è perché per noi è un grande orgoglio». L'imperativo è guardare in casa propria, giocando liberi da pressioni asfissianti: «Dobbiamo essere concentrati su noi stessi, non abbiamo niente da perdere. Cercheremo di essere competitivi fino in fondo, perché come abbiamo dimostrato all'andata, a questi livelli i dettagli fanno la differenza».
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