Il tricolore nel destino: Ahanor sceglie l'Azzurro e conquista la chiamata dell'Under 21
Il tanto atteso passaporto è finalmente realtà e Honest Ahanor è pronto a vestire ufficialmente l'Azzurro. Dopo aver completato l'iter burocratico per ottenere la cittadinanza italiana pochi giorni fa, il formidabile prospetto difensivo dell'Atalanta raccoglie i primissimi e dolci frutti di una scelta di vita, prima ancora che sportiva.
IL CORTEGGIAMENTO RESPINTO E L'AMORE PER L'ITALIA - La federazione della Nigeria ha provato a lungo a far vacillare le sue certezze, tentando in ogni modo di convincerlo ad abbracciare la causa della nazionale africana. Tuttavia, il classe 2008 ha sempre avuto le idee chiarissime, forte di un legame viscerale con il Paese in cui ha trascorso la stragrande maggioranza dei suoi giorni. Divenuto maggiorenne lo scorso 23 febbraio, il laterale ha posto fine a ogni speculazione internazionale, giurando fedeltà assoluta al tricolore.
LA VETRINA DELL'UNDER 21 - Sebbene non figuri nell'elenco diramato dal commissario tecnico Gennaro Gattuso per i caldissimi e imminenti playoff mondiali di fine marzo, il palcoscenico non dovrà attendere. A spalancargli le porte del vivaio azzurro ci ha pensato Silvio Baldini, che non ha esitato un singolo istante a inserire la freccia atalantina nella rosa dell'Italia giovanile. Una chiamata repentina che certifica il valore di un ragazzo ormai maturo per misurarsi con i pari età a livello continentale.
NUMERI DA VETERANO ALLA CORTE DI PALLADINO - L'impatto del diciottenne nel calcio che conta è d'altronde sotto gli occhi di tutti. Sotto la sapiente gestione tattica di Raffaele Palladino, il difensore ha trovato l'habitat naturale per fiorire, infiammando a più riprese la New Balance Arena. Il suo personalissimo ruolino di marcia vanta già ventidue apparizioni nel massimo campionato, arricchite da nove preziosi gettoni in Champions League e tre presenze in Coppa Italia, competizione in cui si è persino tolto l'enorme soddisfazione di timbrare il cartellino con un gol.
UNA CRESCITA PROGRAMMATA E COSTANTE - Le fisiologiche panchine dell'ultimo periodo non scalfiscono minimamente lo status del giocatore all'interno delle gerarchie bergamasche. Fanno parte di quel naturale e sano processo di sedimentazione necessario per chiunque si affacci con prepotenza a questi livelli di eccellenza. L'affidabilità dimostrata sul prato verde è fuori discussione e il suo percorso di maturazione è destinato a compiersi gloriosamente nei prossimi anni.
Oggi non è semplicemente il giorno di una convocazione, ma la celebrazione di un traguardo umano e professionale che lo proietta definitivamente nell'élite del nostro calcio.
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