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Zappacosta merita l'Italia: i dati clamorosi del treno di Palladino in ottica MondialeTUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 13:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Zappacosta merita l'Italia: i dati clamorosi del treno di Palladino in ottica Mondiale

Le statistiche incoronano il laterale dell'Atalanta tra i migliori in Italia. L'esclusione dalla Nazionale fa discutere, ma le porte per il 2026 restano apertissime

In un calcio dove la carta d'identità sembra spesso dettare legge, c'è chi continua a macinare chilometri e abbattere pregiudizi a suon di prestazioni straripanti. Stiamo parlando di Davide Zappacosta, l'inossidabile stantuffo dell'Atalanta che, anche in questa stagione, si sta caricando sulle spalle il peso e la spinta dell'intera catena di destra. Le sue scorribande sul prato della New Balance Arena non conoscono flessioni, oscurando un'agguerrita concorrenza interna e sollevando un interrogativo che sta infiammando l'opinione pubblica e la critica sportiva: per quale motivo un treno del genere non veste la maglia della Nazionale?

LA SCELTA DEL CT E L'ORIZZONTE IRIDATO - La recente lista dei convocati diramata da Gennaro Gattuso ha lasciato l'amaro in bocca a molti addetti ai lavori, che a gran voce auspicavano un meritato premio per il laterale sorano. Il commissario tecnico ha preferito percorrere momentaneamente strade diverse, ma le porte di Coverciano non possono considerarsi definitivamente sbarrate. Con il Mondiale del 2026 dietro l'angolo, lo staff azzurro mantiene i fari puntati sulle prestazioni del giocatore forgiato da Raffaele Palladino. L'esperienza internazionale e l'intelligenza tattica dell'esterno rappresentano infatti un bagaglio di inestimabile valore in vista di una competizione così logorante e prestigiosa.

I NUMERI DI UN DOMINIO SULLA FASCIA - A supportare la candidatura per un posto in volo verso le Americhe non sono le simpatie, ma i freddi e inoppugnabili dati statistici. Analizzando il rendimento stagionale, il pendolino nerazzurro si piazza sul terzo gradino del podio tra gli esterni italiani per numero di assist smazzati ai compagni, mettendosi in scia unicamente a Federico Dimarco e all'altra freccia orobica Marco Palestra. Una medaglia di bronzo virtuale che trova conferme pesantissime anche alla voce passaggi chiave, ben trentaquattro, e nei dribbling portati a buon fine, toccando quota venti. L'impatto sulla manovra è devastante: con cinquantadue tocchi a partita e la bellezza di diciotto cross riusciti, la sua spinta costante è un rebus irrisolvibile per le retroguardie avversarie.

CONTINUITÀ E RECORD PERSONALI - Oltre alla naturale propensione offensiva, il classe 1992 garantisce una solidità difensiva invidiabile, vincendo il quarantatré per cento dei duelli e dei contrasti ingaggiati. Un minutaggio monstre, giunto a toccare i duemilacinque minuti sul terreno di gioco, lo sta rapidamente proiettando verso l'ingresso nella storica classifica dei venti giocatori con più presenze nel club. Ma è guardando al quinquennio che il peso specifico dell'atleta assume contorni clamorosi: dal suo rientro a Bergamo nel 2021, ha partecipato attivamente a ventiquattro marcature tra reti e assistenze, ergendosi a terzo laterale italiano più prolifico dell'ultimo lustro.

Numeri da capogiro per un professionista esemplare che non ha alcuna intenzione di alzare il piede dall'acceleratore. Se il talento e la continuità di rendimento hanno un peso specifico, l'Italia dovrà inevitabilmente fare affidamento sulla sua freccia più collaudata per dare l'assalto al sogno mondiale.

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