Rivoluzione azzurra e blocco Atalanta: da Palestra a Scalvini, così rinasce l'Italia del futuro
Le macerie di Zenica impongono una rifondazione totale e senza sconti. La Nazionale italiana, ancora una volta drammaticamente fuori dalla rassegna iridata, è chiamata a un doloroso ma necessario rinnovamento per prepararsi in vista delle amichevoli estive, della Nations League e delle qualificazioni a Euro 2027. Un processo di rinascita che, inevitabilmente, passerà anche dalle sapienti mani dell'Atalanta. Il serbatoio orobico, valorizzato quotidianamente dal tecnico Raffaele Palladino alla New Balance Arena, offre infatti linfa vitale a una selezione che ha un disperato bisogno di facce nuove, coraggio e certezze assolute.
I PILASTRI DELLA RIPARTENZA - Indipendentemente da chi siederà sulla panchina per raccogliere la pesante eredità tecnica, la futura ossatura sarà di chiara impronta fisica e internazionale. Le certezze assolute rispondono ai nomi di Gianluigi Donnarumma, baluardo inamovibile tra i pali, e Sandro Tonali, destinato a diventare il leader carismatico del centrocampo. Accanto a loro c'è Riccardo Calafiori, prezioso e moderno jolly difensivo. In mediana, pur con un apporto in zona gol leggermente flesso, non si può prescindere da Nicolò Barella, mentre le geometrie di Manuel Locatelli torneranno prepotentemente utili. Attenzione anche alla rapida ascesa di Niccolò Pisilli, ormai maturo per palcoscenici di altissimo livello.
L'IMPRONTA NERAZZURRA SULLA DIFESA - Il rinnovamento del pacchetto arretrato parlerà tantissimo bergamasco. – come evidenzia La Gazzetta dello Sport – se gli infortuni concederanno la giusta tregua, Giorgio Scalvini sarà il faro incontrastato della linea arretrata. Al suo fianco troveranno spazio marcatori puri come Alessandro Buongiorno e Federico Gatti. Ci si attende anche l'uscita dal tunnel psicologico di Alessandro Bastoni, oltre al contributo di Gianluca Mancini e dell'emergente Diego Coppola. Tra i pali, la gerarchia muta drasticamente: Alex Meret, chiuso a Napoli da Vanja Milinkovic-Savic, rischia di scivolare indietro nelle rotazioni, scavalcato dalla dirompente affidabilità di Guglielmo Vicario e, soprattutto, dello straordinario Marco Carnesecchi, da tempo padrone indiscusso della porta atalantina.
SULLE FASCE E IN ATTACCO - La vera rivoluzione tattica prenderà forma sugli esterni. Sulla corsia mancina Federico Dimarco e il duttile Andrea Cambiaso garantiscono copertura e spinta, ma a destra il futuro è tutto di Marco Palestra. Il fiammante gioiellino nerazzurro ha già dimostrato di poter spazzare via la concorrenza, insidiando pesantemente lo scettro dell'infortunato Giovanni Di Lorenzo. Nel reparto avanzato il bacino offensivo non manca, sebbene occorra la massima integrità fisica. Il bomber Gianluca Scamacca è la punta di diamante di un arsenale che annovera i vari Moise Kean, Mateo Retegui, Francesco Pio Esposito e il jolly Giacomo Raspadori.
I RISCHI E I TAGLI ILLUSTRI - Il nuovo corso imporrà l'abbattimento di vecchie e obsolete gerarchie. Ha di fatto già salutato la compagnia Federico Chiesa, il cui recupero totale resta un'incognita pesantissima. La carta d'identità e la freschezza atletica mettono a forte rischio senatori campioni d'Europa come Matteo Politano, Leonardo Spinazzola e Bryan Cristante. Anche Davide Frattesi, oscurato dal poco minutaggio interista, deve invertire la rotta per non perdere il treno. A centrocampo Samuele Ricci freme per ritagliarsi maggiore spazio, mentre Mattia Zaccagni e Nicolò Cambiaghi dovranno faticare parecchio per rientrare nei radar azzurri.
LA GIOVENTÙ IN RAMPA DI LANCIO - L'orizzonte si arricchisce infine di prospetti pronti a esplodere definitivamente. Davide Bartesaghi bussa alla porta come alternativa fisica a sinistra, sfidando un Destiny Udogie in cerca di riscatto. Sotto la guida di Massimo Baldini nelle selezioni giovanili sta emergendo il dirompente Mike Ahanor, accompagnato dalle promesse Michael Kayode, Luca Koleosho e Cher Ndour. Dalla Serie A si candidano prepotentemente Matteo Gabbia, Nicolò Fagioli, Antonio Vergara e Nicolò Zaniolo, attendendo la definitiva consacrazione del baby centravanti Francesco Camarda e l'intuizione Arena, classe 2009 da blindare al più presto.
La ricostruzione è ufficialmente iniziata. Con un ricambio generazionale coraggioso e una fortissima iniezione di talento atalantino, l'Italia proverà a cancellare in fretta le tossine del fallimento mondiale per tornare a vincere.
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