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I discepoli sfidano il vecchio maestro: De Roon e compagni pronti al blitz contro la Roma di GasperiniTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 09:30Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

I discepoli sfidano il vecchio maestro: De Roon e compagni pronti al blitz contro la Roma di Gasperini

Da De Roon a Djimsiti, i pretoriani nerazzurri ritrovano l'ex tecnico. Statistiche da record e voglia di un nuovo sgarbo nella Capitale

La Capitale si prepara ad accogliere uno scontro che profuma di epica calcistica e di sentimenti profondamente contrastanti. Da una parte l'attuale condottiero della Roma, Gian Piero Gasperini, e dall'altra il suo storico esercito di pretoriani, guidato dal capitano in pectore Marten de Roon. Una sfida che non potrà mai essere considerata come le altre, perché sul prato dell'Olimpico andrà in scena il faccia a faccia tra il maestro e quegli stessi discepoli che, forgiati per anni sotto la sua guida, hanno già saputo infliggergli un doloroso e spietato dispiacere calcistico nella rovente gara di andata.

IL RECORD INSUPERABILE DEL CAPITANO - Il legame professionale tra lo stratega piemontese e il centrocampista olandese sfugge alle normali logiche del calcio moderno. I numeri, nudi e crudi, descrivono una simbiosi tattica impressionante: le trecentocinquantotto presenze collezionate dal mastino della mediana sotto la gestione del tecnico di Grugliasco rappresentano un primato assoluto nell'era dei tre punti, capace di polverizzare persino l'accoppiata composta da Maurizio Sarri ed Elseid Hysaj (attualmente fermi a quota trecentocinquanta). – come evidenzia lucidamente L'Eco di Bergamo – l'incontrista ha lavorato con ben quindici allenatori differenti in carriera, eppure oltre la metà dei suoi gettoni ufficiali porta inequivocabilmente la firma del suo ex mentore, distanziando in modo abissale persino una leggenda del calibro di Marco Van Basten, incrociato ai tempi dell'Heerenveen.

LA RESTAURAZIONE E IL BLOCCO STORICO - L'epopea del mediano fiammingo aveva vissuto un fisiologico momento di appannamento durante la complessa parentesi tecnica di Ivan Juric, per poi risorgere prepotentemente grazie all'avvento di Raffaele Palladino. L'attuale allenatore dell'Atalanta ha saputo restaurare il ruolo centrale del trentacinquenne, restituendogli le chiavi del centrocampo e sfruttando appieno quelle doti di corsa tanto care alla vecchia gestione. Ma la spina dorsale della formazione bergamasca vanta altri alfieri incrollabili. Spicca la stupenda parabola di Berat Djimsiti, arrivato come una misteriosa scommessa e trasformatosi in un pilastro insostituibile per duttilità e agonismo, e quella del croato Mario Pasalic. Mai considerato un intoccabile assoluto, il trequartista slavo ha saputo ritagliarsi uno spazio immenso a suon di reti pesantissime, unendo un fisico statuario a un'efficacia implacabile.

TRA RIVINCITE E VECCHI AMORI - La lista di coloro che incroceranno nuovamente il proprio destino con l'allenatore oggi sulla sponda giallorossa è sterminata e affascinante. Oltre ai miti del recente passato come Rafael Toloi, Remo Freuler, Hans Hateboer, Duvan Zapata, Josè Luis Palomino e Alejandro Gomez, l'attuale rosa ospita fedelissimi di vecchissima data. Ragazzi lanciati giovanissimi come Giorgio Scalvini, o rilanciati ad altissimi livelli come Sead Kolasinac, Isak Hien, Davide Zappacosta, Charles De Ketelaere e Gianluca Scamacca. Non mancano però i profili animati da un sano e silente spirito di rivalsa: è il caso di Marco Carnesecchi, costretto a una lunga e logorante anticamera prima del grande lancio, o del talento di Lazar Samardzic. Una moltitudine di storie intrecciate che si azzereranno non appena il pallone inizierà a rotolare sul manto erboso.

Lontano dal calore amico della New Balance Arena, la notte di Roma promette scintille, vecchie ruggini e abbracci sinceri. Chiunque uscirà vincitore da questo feroce duello rusticano avrà compiuto un passo decisivo, non solo per blindare la classifica, ma per aggiudicarsi la supremazia morale di una storia che non smette mai di stupire.

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