Scalvini: "Lazio un duro colpo, ma Palladino ci ha chiesto di trasformare l'amarezza in rabbia"
L'eco della delusione nazionale risuona ancora tra le mura di Zingonia, ma la determinazione per chiudere l'annata da protagonisti assoluti non è mai venuta meno. A farsi portavoce del sentimento che anima l'intero spogliatoio atalantino è Giorgio Scalvini, colonna della retroguardia orobica, che non si nasconde dietro frasi di circostanza e affronta a viso aperto il delicato momento emotivo della squadra dopo l'amara estromissione dal torneo.
LA FERITA BIANCOCELESTE E LA CURA PALLADINO - Il tonfo contro la formazione romana brucia ancora intensamente sulla pelle dei giocatori, consapevoli di aver gettato al vento una clamorosa opportunità di sollevare un trofeo. «La sconfitta contro la Lazio è stata una batosta davvero dura da assorbire, perché credevamo ciecamente nella possibilità di portare a casa la coppa, soprattutto alla luce dell'ottima gara disputata», ha ammesso il centrale. A ricucire i pezzi di un morale inevitabilmente intaccato ci ha pensato il meticoloso lavoro di Raffaele Palladino. Il tecnico, vero e proprio condottiero del gruppo, ha martellato sulle corde dell'orgoglio: «Il mister ha svolto un grande lavoro sotto il profilo psicologico in questi giorni – ha rivelato il difensore –, chiedendoci espressamente di tramutare questa delusione in pura rabbia agonistica per chiudere l'annata nel migliore dei modi».
IL FRATERNO LEGAME E L'ELOGIO AL GIOIELLO IN PRESTITO - – come riferisce DAZN – l'intervista si è poi spostata sulle dinamiche personali e sulle gioie condivise con i compagni di viaggio sbocciati nel formidabile vivaio bergamasco, con un pensiero speciale rivolto a Marco Palestra. Le parole al miele confermano la solidità dei rapporti umani costruiti all'ombra a Zingonia: «È un bravissimo ragazzo, ci lega un'amicizia profonda e ci sentiamo periodicamente. Ero assolutamente convinto che avesse qualità importanti e quest'anno le ha dimostrate al cento per cento. Gli auguro sinceramente il meglio per la sua carriera».
Una maturità fuori dal comune per il leader difensivo, pronto a guidare i compagni verso un riscatto immediato: il tempo dei rimpianti è definitivamente scaduto, ora la parola passa unicamente alla fame di vittorie.
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