Dea, il passo indietro di San Siro: Sarri insegue la continuità
Redazione TuttoAtalanta.com
L'Atalanta di Maurizio Sarri è a un bivio dopo la sconfitta di San Siro. Il tecnico ha sintetizzato la serata con il Milan in una formula efficace: «Abbiamo fatto un passo avanti e uno indietro». Con una precisazione cronologica che pesa: prima è arrivato il passo indietro, poi quello in avanti, ed è la reazione finale a restare impressa.
LA REAZIONE TARDIVA - Negli occhi resta l'ultimo segmento di gara, oltre venti minuti di buon calcio che hanno portato i nerazzurri a un soffio dal 3-3. Una parentesi che fa ben sperare, ma che allunga anche l'elenco degli interrogativi: perché Éderson e compagni hanno avuto bisogno di incassare tre gol prima di cominciare a giocare? Domande che il tecnico ha subito portato a Zingonia, dove ieri è tornato al lavoro. Fedele alla sua abitudine di rimettersi in discussione ogni giorno, si è confrontato con giocatori e staff per intervenire sugli aspetti che non hanno funzionato domenica sera.
DOPO IL VENEZIA E IL PAFOS - La delusione è ancora più forte perché la settimana si era aperta nel migliore dei modi, con due successi per 3-1 contro Venezia e Pafos. In quelle gare – a partire da la vittoria in campionato contro i lagunari – si erano visti segnali chiari di crescita: una squadra più incisiva in avanti grazie al 4-2-3-1, capace di mantenere il controllo più a lungo e attenta in difesa nonostante l'emergenza. Contro il Milan, terza big affrontata in trasferta dopo Roma e Juventus, era lecito attendersi un'ulteriore conferma. È arrivato invece un ritorno al periodo precedente alla sosta, quando la squadra aveva dovuto reagire alle batoste di Cagliari e Torino.
IL FATTORE MENTALE - In questa fase servono tempo e pazienza. I principi di Sarri richiedono un periodo di assimilazione, tanto più in un ambiente abituato per dieci anni a un calcio molto diverso. Il primo fronte su cui lavorare sembra essere quello mentale, il più complesso da allenare perché non esistono esercitazioni capaci di svilupparlo. I numeri, del resto, invitano alla calma: i 9 punti raccolti in sette giornate non sono un'anomalia nella storia recente della Dea, che nel 2018-19 ne aveva messi insieme appena 6 nello stesso arco di tempo, chiudendo poi al terzo posto e raggiungendo la finale di Coppa Italia, e che nel 2016-17 e nel 2017-18 aveva avuto un avvio identico.
GLI AVVII DI SARRI - Il vero tallone d'Achille - approfondisce stamane La Gazzetta dello Sport - resta la discontinuità all'interno della stessa partita: allungare i momenti in cui la squadra domina, riducendo quelli in cui subisce, è la priorità dell'allenatore. Che conosce bene i tempi di ogni ripartenza. All'Empoli, in Serie B nel 2012-13, dopo sette turni aveva 3 punti e nessuna vittoria; alla prima stagione con il Napoli, nel 2015-16, ne aveva raccolti 12, con la Lazio nel 2021-22 11. A Bergamo il conto dice 9, frutto di tre vittorie e quattro sconfitte, senza alcun pareggio. Anche un punto, in certe serate, potrebbe aiutare il percorso. La sfida più difficile è riuscire a leggere la prestazione al di là del risultato, ma dopo i due successi iniziali e le quattro sconfitte nelle cinque giornate successive, un cambio di marcia appare inevitabile, ora che il calendario propone tre partite a settimana.
AJAX, FROSINONE E DE KETELAERE - E i verdetti si susseguono a distanza di quarantotto ore. Domani la squadra volerà ad Amsterdam per la seconda giornata di Conference League contro l'Ajax, una competizione a cui il club tiene moltissimo e che richiede massima concentrazione. Domenica, poi, alla New Balance Arena arriverà un Frosinone in grande forma. In questi giorni Sarri dovrà restituire fiducia ad alcuni giocatori, a cominciare da Charles De Ketelaere: il belga, spostato più vicino alla porta e al centravanti proprio per esaltarne le qualità, si è spento nel momento in cui avrebbe dovuto beneficiarne. È lui il primo candidato a dare concretezza all'attacco nerazzurro, e a farlo fin dal primo minuto, non dopo settanta.
LA SVOLTA - Un'identità da consolidare, una mentalità da costruire. Per l'Atalanta di Sarri la settimana di Amsterdam può segnare il cambio di passo.
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