Sarri in conferenza: "Il problema è la continuità all'interno della partita"
Redazione TuttoAtalanta.com
Maurizio Sarri individua con chiarezza il limite della sua Atalanta. Nella conferenza stampa della vigilia di Ajax-Atalanta, tenuta nella sala stampa della Johan Cruijff Arena e riportata da L'Eco di Bergamo, il tecnico nerazzurro ha fotografato il momento della squadra, chiamata a riscattare la sconfitta di San Siro dando seguito al successo della scorsa settimana contro il Pafos.
IL NODO DELLA CONTINUITÀ - Il punto di partenza è un'analisi senza giri di parole sull'andamento a intermittenza dei nerazzurri: «Il problema è la continuità all'interno della partita e tra una partita e l'altra, anche se ultimamente abbiamo 30-40 minuti buonissimi. Ma li alterniamo a momenti con grandi limiti». Una diagnosi che coincide con quanto visto nelle ultime uscite, con fasi di buon calcio inframezzate da lunghi blackout.
L'EMERGENZA IN DIFESA - Il tecnico deve fare i conti con otto assenze: Isak Hien, Franck Kessie, Sead Kolašinac, Odilon Kossounou, Pompei, Giacomo Raspadori, Giorgio Scalvini e Sulemana. In lista ci sono i giovani Sonzogni, Isoa alla prima convocazione, Idele, che ha esordito appena sette giorni fa, Levak e Bonanomi, mentre il classe 2006 Obrić, in campo per quasi tutta la gara di San Siro, dovrebbe partire dalla panchina. Per la coppia centrale prende corpo un'idea alternativa: «L'esperienza non porta centimetri in mezzo alla difesa, ma Zappacosta è un'opzione, è un grande esterno che comunque ha i movimenti giusti». Senza alibi, però: «Chi fa l'Europa e manda i giocatori nelle Nazionali è più o meno nella stessa situazione».
NESSUNA FINALE ANTICIPATA - Sul peso della sfida, Sarri preferisce non caricare la squadra di significati eccessivi: «Non so se sia una finale anticipata. Se ne parlassi adesso alla squadra, sarei poco credibile». L'obiettivo immediato è un altro, legato alla classifica della fase campionato: «Prima bisogna entrare negli ottavi o nei playoff, che si eviterebbero con 13-14 punti». Un traguardo concreto, che dà la misura del cammino ancora da compiere.
IL FASCINO DELL'AJAX - Infine, il rispetto per un avversario dalla storia gloriosa: «Il nome Ajax evoca un passato importante, blasone e successi». Ma lo sguardo resta rivolto al presente e a un cammino europeo su cui il club punta molto: «Dobbiamo uscire bene da questo ciclo di 6 partite. Noi in Conference League vogliamo fare parecchio bene».
LA SFIDA - Trovare continuità, gestire l'emergenza, fare punti. Ad Amsterdam l'Atalanta di Sarri cerca la prima vera svolta della sua stagione.
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