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Ajax-Atalanta, Sarri cerca in Europa la tregua dal campionato

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Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
Oggi alle 07:00Primo Piano
autore Redazione TuttoAtalanta.com
22.10.2026 07:00Primo Piano
In Serie A quattro ko nelle ultime cinque, in Conference solo sorrisi: un colpo in Olanda vale mezza strada verso gli ottavi

Ajax-Atalanta arriva come una boccata d'aria per una squadra che in Italia fatica a respirare. La Dea di Maurizio Sarri, giovane e ancora in costruzione, sbarca ad Amsterdam con un rendimento a due facce: in campionato ha incassato quattro sconfitte nelle ultime cinque giornate, mentre ogni volta che si sale su un aereo per l'Europa il tecnico ritrova il sorriso e la sua squadra i risultati.

IL DOPPIO VOLTO DELLA DEA - In Conference League il cammino è stato finora impeccabile: superato il playoff contro l'Hapoel, vinta la prima giornata contro il Pafos. La trasferta olandese cade quindi nel momento ideale, perché c'è un segnale da confermare. È quello lanciato nell'ultima mezz'ora di San Siro, quando i nerazzurri hanno messo paura al Milan e hanno mostrato una versione di sé che adesso va trasformata in abitudine, non lasciata come semplice parentesi.

IL FASCINO DI AJAX-ATALANTA - Per i bookmaker la grande favorita del torneo è il Brighton, che in Premier League vanta il reparto offensivo più prolifico e la difesa meno battuta: difficile dare torto a chi fa le quote. Eppure nessun incrocio della prima fase ha il peso di questo: da una parte una nobile del calcio continentale, dall'altra la squadra che appena due anni fa ha alzato l'Europa League. Due vivai storici, con filosofie differenti ma la stessa ossessione per la crescita dei giovani. Sarri, alla vigilia, non ha nascosto il proprio interesse per l'avversario: «Li ho guardati bene e ho visto che sono molto bravi nel palleggio, nelle combinazioni». Un riconoscimento sincero, accompagnato però dalla consueta prudenza sul valore della sfida: «Sarei poco credibile a parlare di finale». La strada, per lui, è ancora troppo lunga per caricare una singola notte di significati definitivi, per quanto il nome dei lancieri evochi un blasone che nessuno può ignorare.

SARRI E LE CRITICHE - Attorno all'allenatore, in questi giorni, il rumore è cresciuto, forse con un certo anticipo sui tempi. Lui risponde scegliendo di non ascoltare e richiamando un illustre precedente: «Io non leggo niente e poi Klopp una volta disse che un allenatore al primo anno non si può giudicare». Il riferimento è al tecnico tedesco, che nella sua stagione d'esordio sulla panchina del Liverpool chiuse all'ottavo posto. Il messaggio è chiaro: testa bassa e lavoro. La società, del resto, non mette in discussione la guida tecnica e ragiona sul percorso, consapevole che il progetto è appena all'inizio e che la raffica di infortuni impone pazienza. Bisogna lasciare che la tempesta passi, arrangiandosi nel frattempo con le risorse disponibili. Il Sarri della vigilia, in fondo, chiede soprattutto tempo.

OBRIĆ AL CENTRO DELLA DIFESA - Proprio l'emergenza spinge in campo Relja Obrić, atteso al centro del reparto arretrato. Il giudizio sul ragazzo – sottolinea La Gazzetta dello Sport – è lusinghiero: qualità, buone letture, un patrimonio per il club. Ma in Europa non ha ancora giocato un solo minuto e dovrà calarsi in un ambiente del genere senza lunghi rodaggi. Soprattutto, servirà la forza mentale di lasciarsi alle spalle la domenica di campionato contro il Milan, macchiata da un paio di sbavature evitabili. Per Obrić è l'occasione di trasformare un battesimo complicato in una ripartenza.

LA QUOTA OTTAVI - I conti, nello spogliatoio nerazzurro, li hanno già fatti tutti: un successo in Olanda porterebbe la Dea a metà dell'opera. Il resto del calendario propone Kairat Almaty, Borac Banja Luka, Riga e Mjällby, avversari rispettabili ma certo lontani dalla caratura di Real Madrid o Manchester City. Secondo il tecnico, per accedere direttamente agli ottavi serviranno fra i 13 e i 14 punti: un obiettivo alla portata, a patto di recuperare un po' di fiducia.

L'ATMOSFERA DI AMSTERDAM - In città soffia un vento gelido poco ospitale, ma il contesto tecnico della serata dovrebbe incontrare i gusti dell'allenatore toscano: due squadre che provano a giocare, a trattare il pallone con rispetto e, quando possibile, a divertirsi. Attorno all'impianto, ieri sera, un festival di musica elettronica richiamava migliaia di giovani in cerca di leggerezza, cornice curiosa per una sfida che sa di storia nello stadio intitolato a Cruijff.

Il campionato può attendere novanta minuti: stasera la Dea ha bisogno di sentirsi di nuovo grande.

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