Perché la New Balance Arena ha fischiato: una lettura oltre il segnale all'allenatore
Redazione TuttoAtalanta.com
Bergamo fischia poco, e quando lo fa va ascoltata. Domenica, al termine di una partita da otto gol, la New Balance Arena ha accompagnato la squadra negli spogliatoi con un rumore che non si sentiva da tempo. Andrea Riscassi, inviato Rai Sport, ha detto ai microfoni di BergamoTV che se lo stadio fischia l'allenatore è un segnale. È una lettura. Proviamo a capire se è quella giusta.
I fischi, intanto, sono arrivati dopo un 4-4, non dopo uno 0-2. Non sono i fischi dell'apatia, sono quelli della frustrazione: una squadra che segna quattro gol in casa e non vince ha tradito un'aspettativa che lei stessa aveva creato. Il pubblico non contesta la rimonta, contesta il fatto che ce ne sia stato bisogno due volte, e che dopo il 4-3 la partita sia stata gestita come racconta la Dea che pedala per 87 minuti e fora all'ultima curva.
A chi sono rivolti? La risposta onesta è: a tutti, e quindi a nessuno in particolare. A Sarri, che ha chiesto tempo per un ciclo e intanto raccoglie dieci punti in otto giornate; ai giocatori, che hanno regalato due gol; alla società, che ha scelto di non ingaggiare un ulteriore centrale (scelta condivisibile) e di affidarsi e aspettare i rientri. Il pubblico che ha visto Dublino sa distinguere tra un progetto e una serata.
Ma ignorarli sarebbe l'errore opposto. Il pubblico di Bergamo è stato per dieci anni il primo alleato di una squadra che giocava in un modo riconoscibile; oggi chiede di riconoscere la nuova, e non ci riesce ancora. Lo ha detto a modo suo anche Lentini, quando ha parlato di un ciclo da aprire: i cicli si aprono con il consenso dello stadio, non contro.
I fischi non sono una sentenza. Sono una domanda: che squadra siete? Giovedì a Firenze, e lunedì col Parma, è il momento di rispondere senza bisogno di rimontare.
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