Ederson is back! L'Atalanta ritrova il suo "architetto" dopo una stagione di alti e bassi
Il Brasile è molto legato alle tradizioni, ma se c’è una cosa che l’Atalanta ha ribaltato dei sudamericani è sicuramente un detto: "Santo de casa não faz milagre" (il santo di casa non fa miracoli). Figuriamoci quando il “santo” porta il nome di José Ederson che non sarà un “Cristo Redentore”, ma per il centrocampo della Dea lo è ritrovando l’alba di un tempo.
La stagione di José è stata abbastanza particolare, condizionata da una serie di fattori all'interno di un centrocampo che presentava grandi problemi in fase di costruzione. Qui il brasiliano non è stato esente da molti errori dimostrandosi lento e impreciso: il lontano parente di quell’Ederson che teneva da solo l’intera linea mediana atalantina. Una sorta di Dottor Jekyll e Mister Hyde che nelle occasioni importanti riusciva a tirare fuori il meglio per poi peccare d’intensità nelle altre, rimarcando che nonostante il tanto "Quem quer colher, tem que plantar" (chi vuole raccogliere, deve piantare).
Ovviamente le difficoltà con Juric sono state evidenti: l’emblema di un’Atalanta che sulla carta può fare la differenza, ma alla quale servivano grinta e fame, dove le voci su un suo futuro lontano da Bergamo hanno fatto la loro parte. L’arrivo di Palladino ha visto inizialmente il brasiliano ancora bloccato in questi alti e bassi, ma la scossa è arrivata nel girone di ritorno. Dopo una grande gara contro il Como, il mister ha sottolineato come Ederson debba ritrovare costanza visto il suo talento, poiché può cambiare veramente il volto dell’Atalanta. Da lì in avanti una continuità di prestazioni lo ha visto migliore in campo diverse volte. Contro la Lazio sigla il suo primo gol in campionato e ieri a Dortmund è stato il migliore in campo. Sarebbe esagerato dire "Fazer fênix", ma sicuramente è tornato a essere quello di sempre per portare l’Atalanta più in alto, al di là di quello che sarà poi l’inevitabile esito estivo.
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