La Serie A del valore. Su il Como, giù Juventus e Inter. Parità per Bologna e Milan
Il calcio italiano di marzo 2026, analizzando i dati di Transfermarkt consegna una fotografia realistica della salute finanziaria dei nostri club. Con un campionato a tre velocità, dove quasi mai è semplice emergere.
Chi è cresciuto:
La regina assoluta del mercato è il Como. Passare da 80 a 313,2 milioni di euro di valore rosa non è un semplice aumento, è una rivoluzione industriale applicata al calcio. Il club lariano ha saputo trasformare scommesse in diamanti: l'esplosione di Nico Paz (più 30 milioni rispetto allo scorso 1 luglio) e le plusvalenze virtuali generate da Addai e Ramon testimoniano una visione internazionale che manca altrove. Poi la Roma di Gasperini, con un balzo di 80 milioni (da 338 a 418). Il merito va alla valorizzazione di profili come Wesley (+15 milioni) e alla crescita di Manu Koné e di Mile Svilar.
Chi è sostanzialmente stabile
In una zona grigia troviamo club come il Bologna e il Milan. I felsinei sono passati da 285 a 283 milioni e vivono un paradosso: la crescita di nuovi acquisti come Heggem (più 12,8 milioni di valutazione) è stata quasi interamente annullata dal calo dei leader storici come Ferguson. Discorso simile per il Milan (-7,5M€ di saldo). Il club rossonero trova il miglioramento in Bartesaghi (+16,2) e il solito Pulisic, bilanciati da chi non trova continuità come Estupiñán e Santi Giménez. Diverso il discorso della Fiorentina, sostanzialmente stabile nonostante 90 milioni di aumenti.
Chi decremento.
La nota dolente riguarda le storiche potenze. La Juventus scende da 595 a 560,2 milioni: un rosso di quasi 35 milioni che neanche il talento purissimo di Kenan Yıldız (più 25) è riuscito a colmare, zavorrato dai crolli di Bremer e dei nuovi acquisti Openda e David. Il Napoli segue a ruota, scendendo a 422,8 milioni; qui pesa l'anagrafe di Lukaku e Lobotka e il deprezzamento di nomi altisonanti come De Bruyne. Il caso più emblematico è però la Lazio. Il passaggio da 235 a 223,25 milioni, con lo zero assoluto alla voce "miglioramenti", è dovuto per larga parte al blocco del mercato. I leader come Zaccagni o Nuno Tavares perdono terreno. L'Atalanta scende parecchio, ma è colpa delle cessioni importanti di Retegui e Lookman. L'Inter paga, invece, la carta di identità della rosa.
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