Atalanta, obiettivo vincere contro il Genoa. Nel 1993 la scossa con Prandelli in panchina
L'Atalanta deve ritrovare la vittoria in casa contro il Genoa, sia per consolidare il settimo posto in classifica che per dare certezze in ottica futura, dove il destino di Raffaele Palladino dipenderà molto dal rush finale (con la consapevolezza di aver preso, comunque vada, la decisione migliore). Contro i rossoblù sono sempre state sfide molto particolari, che in passato hanno portato a reazioni decisive per scacciare momenti di crisi, proprio come accadde 33 anni fa.
19 dicembre 1993, l'Atalanta di Valdinoci e Prandelli deve cercare di risollevarsi in ottica salvezza dopo dodici domeniche senza successi: con il senno di poi sará l'annata "delle illusioni", segnata dall'arrivo (e dal successivo esonero) di Francesco Guidolin e dall'innesto di Sauzée, fresco vincitore della Coppa dei Campioni. La missione è chiara: contro il Genoa serve ritrovare i due punti.
Il match parte in salita: dopo soli 11 minuti, Skuhravy lascia partire un destro che batte Ferron. Sugli spalti cominciano i primi mugugni e anche fumogeni, ma i nerazzurri reagiscono dopo neanche un minuto quando il bomber della squadra, Maurizio Ganz, sigla il gol del pareggio sotto la Curva su assist perfetto di Rambaudi.
La Dea continua ad attaccare sfiorando ripetutamente il raddoppio, merito anche del grande lavoro di quantità di Alemao. A trovare il definitivo vantaggio ci pensa poi Valentini di testa, fissando il risultato sul 2-1. Una vittoria che si rivelerà, col senno di poi, solo una goccia nell'oceano vista l'imminente retrocessione in Serie B.
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