Il giudizio sospeso sul progetto Atalanta passa da dieci uomini in infermeria
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Un'intera squadra in infermeria. Non deve suonare come un alibi, e questo lo sa la famiglia Percassi, lo sa la dirigenza dell'Atalanta e pure Maurizio Sarri. Ma è chiaro che a ogni giudizio debba corrispondere un'analisi ed è per questo che su questa Dea, pur all'inizio di un percorso, con i suoi inciampi e con un andamento che tutti si attendevano diverso e più oliato, occorre sospendere il giudizio.
Dieci out
Ieri gli infortuni di Gianluca Gaetano e Thomas Kristensen, e anche per loro rischia di non essere questione di poche ore né di poco conto. Il Parma è ferito, ma lunedì si gioca. E se aggiungiamo pure Giorgio Scalvini, che deve ancora recuperare al meglio e a Firenze solo grazie alla sua intelligenza tattica ha potuto esprimersi bene ma col freno a mano tirato, allora la lista è preoccupante. E dire che, per gestione e rientro affrettato, forse il solo Kossounou poteva essere amministrato meglio è vero. Però le assenze sono sempre fioccate e l'Atalanta resta in emergenza nerissima. Dal portiere Thomas Pompei, fermo per un dito rotto, al problema alla coscia dell'ivoriano. Dall'infortunio al polpaccio di Sead Kolasinac a quelli di ieri di Thomas Kristensen e Gianluca Gaetano, poi Franck Kessie, Raoul Bellanova, Gianluca Scamacca e il lungodegente Isak Hien. Dieci giocatori mica qualunque, ci puoi disegnare anche una formazione tipo. E questo, unito alla voglia della Dea di iniziare un percorso fatto di coerenza, idee, coraggio e un mattone dopo l'altro, porta inevitabilmente alla sospensione del giudizio sul progetto e anche su Maurizio Sarri. Che dovrà inventarsi una soluzione, ma farlo con un'infermeria così piena è quasi un miracolo.Altre notizie
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