Ballardini torna in panchina. Come può cambiare l'Avellino con il nuovo allenatore
Un nuovo corso è pronto a iniziare in casa Avellino, con il club irpino che quest'oggi ha affidato la panchina a Davide Ballardini, che torna quindi in pista - o meglio, in campo - due anni dopo l'ultima volta che, come abbiamo raccontato, ha visto il tecnico impegnato con il Sassuolo, squadra al quale non è riuscito a consegnare la salvezza.
È quello però passato, il presente si chiama Avellino. E come potrebbe cambiare la squadra con la guida del nuovo allenatore, che succede a Raffaele Biancolino? In terra emiliana Ballardini ha usato spesso il 4‑2‑3‑1, nonostante negli anni si sia proposto anche con il 3-5-2, dimostrandosi un non integralista del modulo, che chiaramente dovrà essere adattato alle esigenze della squadra. Di sicuro c'è che non si vedrà un cosiddetto calcio champagne, ma una struttura molto organizzata, che probabilmente partirà proprio con la difesa a tre, e un centrocampo a cinque dove presumibilmente Missori e Sala potranno garantire copertura a tutta fascia. In avanti non mancano le soluzioni, ma la coppia Pandolfi‑Biasci, ovvero un insieme di mobilità e struttura, sembra quella indiziata a esser titolare.
Ipotesi, certamente, la settimana per i lupi deve di fatto ancora iniziare, ma potrebbe essere questo un punto di partenza. Partenza da fare con le certezze del caso, partire con il piede giusto è la cosa più importante.
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