Bari, frenata da paura: il Potenza scappa
Antonio Testini
Ci sono pareggi che valgono come occasioni perse, punti che pesano più di quanto racconti la classifica. Quello del Bari contro il Crotone appartiene senza dubbio a questa categoria. Al San Nicola finisce 0-0, al termine di una partita deludente per i biancorossi, incapaci di imporsi contro l'ultima della classe, seppur penalizzata, e di dare continuità al successo conquistato contro il Giugliano. Un passo falso che arriva nel momento sbagliato, proprio quando serviva lanciare un segnale al campionato. E invece a sorridere è il Potenza, vittorioso ieri sera contro il Catania per 2-1 e ora a +5 sulla squadra di Rastelli, sempre seconda in attesa della gara del Sorrento.
La classifica, certo, non racconta tutta la verità sul Crotone, che i suoi sei punti sul campo li aveva conquistati prima che la penalizzazione li cancellasse. Ma questo non può bastare a giustificare la prestazione del Bari. Perché al netto dei meriti degli avversari, bravi a giocarsela senza timori e a mettere in difficoltà i padroni di casa, dai biancorossi ci si aspettava molto di più. Soprattutto sul piano dell'atteggiamento e della capacità di prendere in mano una gara che, per obiettivi e contesto, avrebbe dovuto essere affrontata con ben altra convinzione.
Il primo tempo è scivolato via senza grandi sussulti, con il Bari incapace di costruire occasioni davvero pericolose e un Crotone progressivamente più intraprendente. La punizione di Butic finita sulla barriera è stata una delle poche opportunità degne di nota per i padroni di casa, mentre nel recupero è servito un autentico miracolo di Cerofolini su una conclusione svirgolata da Burgio per evitare un finale di frazione ancora più complicato. Un campanello d'allarme che avrebbe dovuto suggerire una reazione decisa dopo l'intervallo.
La ripresa non ha cambiato sostanzialmente il copione. Rastelli ha provato a intervenire con i cambi, inserendo Bianchi, Celli e Guido Gomez, ma il Bari ha continuato a faticare nel trovare ritmo, idee e precisione negli ultimi metri. Il Crotone, al contrario, ha avuto il merito di restare dentro la partita, arrivando persino a sfiorare il vantaggio con l'autopalo di Elia sul cross di Veltri e con le conclusioni di Grosso, sulle quali Cerofolini ha dovuto ancora una volta rispondere presente. Il tentativo di Butic, fermato da Merelli al 76', è rimasto uno degli ultimi squilli di una squadra che non è mai riuscita ad alzare davvero la voce.
Ed è proprio questo l'aspetto più preoccupante: non tanto il singolo risultato, quanto il modo in cui è maturato. Il Bari aveva la possibilità di sfruttare il fattore campo, cavalcare l'entusiasmo della vittoria precedente e tenere il passo di un Potenza che, invece, non ha perso l'occasione per allungare. La squadra di Rastelli ha mostrato poca incisività, una manovra spesso prevedibile e la difficoltà di trasformare il possesso in occasioni concrete. Contro avversari che si chiudono o che hanno tutto da guadagnare, serviranno soluzioni diverse e una maggiore capacità di alzare il ritmo.
Adesso il distacco dalla vetta è di cinque punti e il secondo posto resta in bilico, in attesa del Sorrento. Non è il momento di emettere sentenze definitive, perché il campionato offre ancora tempo e margini per recuperare. Ma è altrettanto evidente che partite come questa non possono essere archiviate con superficialità. Se il Bari vuole davvero inseguire il Potenza, deve imparare a vincere anche le gare sporche, quelle in cui non basta la qualità e bisogna mettere in campo personalità, fame e concretezza. Il successo contro il Giugliano doveva essere un punto di partenza; lo 0-0 con il Crotone rischia invece di riportare a galla vecchi dubbi. E mentre i lucani scappano, ai biancorossi resta la sensazione di aver sprecato un'occasione che non tornerà.


