Bari, Longo: “Non siamo ancora retrocessi. La salvezza dista solo 4 punti"
Reduce da tre sconfitte e un pareggio nelle ultime quattro giornate, con il penultimo posto in classifica, il Bari di Moreno Longo si prepara ad affrontare il Padova nel pomeriggio di sabato per la 26ª giornata del campionato di Serie B. In vista della trasferta all'Euganeo il tecnico dei pugliesi si è presentato in conferenza stampa per analizzare la gara e, più in generale, il momento dei Galletti:
Che partita sarà contro il Padova? Quali sono gli indisponibili?
"Spero che la squadra abbia sofferto e sia stata male per l’ultima sconfitta. Solo patendo e provando dolore riesci ad avare una reazione come mi aspetto, sperando di trasformare queste sensazioni in reazione. Verreth e Dickmann non sono recuperati, gli altri sono tutti a disposizione. Stiamo curando tutti gli aspetti, ho chiesto di dover mettere loro un pezzettino. Non ci basta il compitino, abbiamo bisogno di gente che si prenda le responsabilità. In questo loro devono metterci qualcosa".
Come si reagisce a questo momento critico?
"Il primo tassello è che non possiamo mollare di un centimetro, anche quando si vede tutto nero come in questo momento. Il pensiero lo conosco e molti pensano che siamo già retrocessi, noi invece dobbiamo insistere e perseverare, perché la salvezza dista 4 punti e il playout 2. Dobbiamo trovare le forze per rimanere dentro e raggiungere l’obiettivo. Io sto cercando di far diventare questa una squadra, trovando gli equilibri di campo e soprattutto di spogliatoio. In questo momento siamo un gruppo di giocatori che non hanno un’identità precisa. Questo si vede in campo quando si pensa singolarmente, e non di squadra, come nel primo gol del Sudtirol".
Ha mai pensato di fare un passo indietro?
"No perché ho sempre avuto la testardaggine di voler cambiare le cose, senza mollare quando le cose non vanno male. Non mi piace la resa, conta più prendersi la responsabilità. Farlo in questo momento vorrebbe dire lavarsi le mani, io non ci sto. La sto vivendo come se fossimo partito dal 1 di luglio, mi sento tutto addosso".
Dorval come capitano come nasce?
"Dal fatto che è quello con più militanza nel Bari. La fascia non è però sinonimo di leadership, perché io voglio 25-26 giocatori che si assumano le responsabilità e aiutino la squadra in qualsiasi modo. Questo si fa rincorrendo, arrabbiandosi o anche stando zitti. Ognuno ha la propria personalità, poi questo non penso sia qualcosa che sposti l’obiettivo".
Come sta procedendo nel suo lavoro in questo momento?
"Non sto guardando carta d’identità e curriculum, ma chi vedo bene in settimana. La realtà dei fatti è che però conta la domenica, quello che diciamo non interessa, ma parla solo il campo. Io se potessi eviterei di fare anche le conferenze, perché non devo vendere fumo. È il solito leitmotiv che va avanti, ma in questo momento contano i fatti. Poi se si analizza gli episodi non puoi mai prendere il gol di Mancuso a Mantova, non puoi prendere il gol dell’1-0 del Sudtirol da rimessa laterale".
Mane come sta? Artioli può giocare?
"Deve trovare il modo per lasciare l’episodio alle spalle e ripartire. Non bisogna mettergli la croce addosso, è un ragazzo generoso che dà tutto. Spero che l’episodio lo possa far crescere. Artioli è entrato molto bene, sa giocare a calcio. Devo capire la sua condizione".
Quanto il passato di questa sqadra sta condizionando il presente?
"Sapevamo di dover affrontare questa problematica. Quando sei costretto a cambiare più ti si incastra subito tutto o fatichi a trovare gli equilibri. Poi penso che il gruppo storico deve darci una mano ancora più importante per farci diventare squadra".
Qual è secondo lei la quota salvezza?
"Non facciamo né conti né piani, pensiamo partita dopo partita senza preoccuparsi alle squadre che arrivano, se si gioca in casa o fuori. Dobbiamo convogliare tutte le energie sul Padova, è inutile preoccuparsi di altro o guardare gli altri se non vinci".
Gytkjaer e Moncini possono coesistere?
"Sì, però in questo momento sto facendo altre scelte. Vanno trovati anche gli equilibri anche con altri come Rao, che è il giocatore che in questo momento sposta di più".
Non pensa sia sbagliato dire dobbiamo diventare squadra?
"Penso sia logico dirlo, visto che siamo al terzo allenatore, 20 giorni fa abbiamo cambiato mezza squadra e stiamo giocando di continuo senza mai esserci allenati. Abbiamo giocato contro squadre come il Sudtirol che giocano a memoria da 1 anno e mezzo. L’ho detto prima, o ti si incastra tutto subito o passi un momento inizialmente complicato".
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