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Dall'Audace Cerignola al Foggia: cosa è successo a Michele Pazienza?TUTTO mercato WEB
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 12:49Serie C
di Luca Bargellini

Dall'Audace Cerignola al Foggia: cosa è successo a Michele Pazienza?

Nel calcio la linea tra crescita e involuzione è spesso sottile. Nel caso di Michele Pazienza, però, i numeri raccontano uno scarto netto. Alla guida dell’Audace Cerignola, nel triennio fra il 2020 e il 2023, il tecnico viaggiava a 1,58 punti di media: 60 punti in 38 partite, 16 vittorie, una squadra solida, riconoscibile, competitiva. Un rendimento da zona alta, costruito su equilibrio e continuità. Poi qualcosa si è rotto. Nelle ultime due stagioni di Serie C, distribuite tra Avellino, Benevento, Torres e ora Foggia, la media si è quasi dimezzata: 0,79 punti a partita in 29 gare complessive. Un crollo evidente. Ad Avellino l’impatto iniziale era stato discreto (1,12 di media), ma senza stabilità difensiva: 16 gol subiti in 8 partite. A Benevento la squadra si era fatta più prudente, ma senza trovare vittorie (0,80 di media). Con la Torres il rendimento è sceso ulteriormente (0,71), con appena 7 gol segnati in 14 partite. E l’avventura al Foggia è iniziata con due sconfitte su due. Il dato più significativo non è soltanto la media punti, ma la traiettoria: dal Cerignola capace di imporsi con identità chiara, alle ultime esperienze segnate da frammentazione e poca continuità. Nel biennio recente Pazienza ha ottenuto 4 vittorie in 29 partite. Un numero che pesa, soprattutto se confrontato con le 26 vittorie conquistate in una sola stagione a Cerignola nell'anno della promozione dalla Serie D alla Serie C. Il contesto, certo, conta. Subentri, piazze esigenti, squadre costruite con obiettivi differenti. Ma in Serie C il tempo è una variabile ridotta, e la capacità di incidere subito diventa decisiva. Ora il Foggia rappresenta molto più di una nuova panchina. È un passaggio tecnico e professionale delicato: o diventa il punto di ripartenza dopo un biennio complicato, oppure rischia di cristallizzare un trend negativo che i numeri, oggi, rendono evidente. Nel calcio le statistiche non spiegano tutto. Ma raccontano molto. E, in questo momento, raccontano una parabola ancora da invertire.