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tmw / benevento / Serie C
Drago elogia il Benevento: "Esempio di come si deve programmare, lotterà per la A in pochi anni"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 19:04Serie C
di Daniel Uccellieri

Drago elogia il Benevento: "Esempio di come si deve programmare, lotterà per la A in pochi anni"

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Mister Massimo Drago, ex allenatore del Crotone, è intervenuto nel corso dell'appuntamento pomeridiano di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e su Il 61, canale 61 del digitale terrestre. Partirei dal tema del giorno nel Girone C: il cambio in panchina a Catania. È stato esonerato Mimmo Toscano e al suo posto è arrivato William Viali. Le chiedo: che segnale è per una squadra che si trova al secondo posto e che davanti ha trovato una corazzata capace di vincere 13 delle ultime 15 gare? È una scossa necessaria in vista dei playoff? "Per qualità della rosa ed esperienza, il Catania non è inferiore al Benevento, quindi fa specie vedere un allenatore esonerato mentre è secondo in classifica. Secondo me sono stati sbagliati i tempi: se si voleva cambiare, c’erano altri modi e altri momenti. Non siamo abituati ai cambi in panchina quando l’allenatore vince. Sicuramente il Catania era stato costruito per puntare al primo posto, ma ha trovato di fronte un Benevento strepitoso. Il vero problema degli etnei è che, nonostante i tanti giocatori abituati a segnare molto, quest'anno sono rimasti con le polveri bagnate, faticando in fase di realizzazione. Il Benevento è quasi in Serie B, mentre il Vicenza ha già conquistato la promozione con una stagione incredibile. Da allenatore e da avversario, che effetto fa trovarsi davanti a squadre che non perdono mai? "Ci tengo a spendere parole importanti per il Benevento: è l’esempio di cosa significhi "programmare". Hanno 5 o 6 ragazzi in rosa provenienti dal vivaio; investono tanto nel settore giovanile e i frutti si vedono. Penso a Nunziante, portiere giovanissimo venduto per un milione e mezzo, o a Talia e Prisco. Prisco, per me, è un "professorino" della categoria, davvero straordinario; con Maita forma una coppia eccezionale a centrocampo, dettano i tempi e fanno girare la squadra. Se poi aggiungi gente come Scognamillo o Tuminello e un attacco devastante, capisci il valore del progetto. Vedo il Benevento come l'Empoli di un tempo: crescono i giocatori in casa e, dopo la B, nei prossimi anni lotteranno per la Serie A. Quanto al Vicenza, anche lì la programmazione è eccezionale. Forse il Girone A è meno impegnativo del C, ma bisogna togliersi il cappello davanti a Gallo: un allenatore top che non perde mai da un anno e ha vinto il campionato per due stagioni consecutive. Lì si vede la bravura del tecnico". Il Girone B è ancora aperto. L’Ascoli riposa, mentre l’Arezzo sfida il Bra con l’occasione di portarsi a +5, in attesa dello scontro diretto. Come vede queste due realtà? "L’Arezzo è allenato da un bravissimo tecnico come Cristian Bucchi e sta facendo un ottimo campionato. Dall'altra parte c'è l’Ascoli, la cui storia è chiara a tutti. Hanno cambiato proprietà e investito, ricreando entusiasmo. Quando si accende una piazza come quella di Ascoli, può succedere di tutto: lo stadio aiuta tantissimo, in Serie C c’entra davvero poco. Molte piazze meriterebbero categorie superiori. Forse andrebbero rivisti i piani, specialmente per i playoff. 28 squadre per un solo posto sembra quasi degradante. Ricordo quando andammo in Serie B con il Crotone di Moriero: facemmo semifinale con l'Arezzo e finale col Benevento. Bastavano due partite. L’attuale formula crea svantaggi per tutti: chi arriva in fondo deve giocare tantissime gare, mentre chi arriva secondo o terzo deve mantenere la forma per un mese senza partite ufficiali. Non è facile restare al top senza match veri". Il Crotone è in piena zona playoff. Come vede i rossoblù per gli spareggi? "Hanno fatto un mercato di gennaio intelligente, diminuendo il monte ingaggi e prendendo giovani di prospettiva. Hanno trovato il giusto equilibrio: più che il modulo, è cambiato l’atteggiamento. Adesso aspettano l'avversario con una pressione più bassa per creare spazi agli esterni d’attacco, che sono bravissimi nell’uno contro uno. È una squadra molto più difficile da affrontare rispetto al passato". Un’ultima domanda su un giocatore che lei ha lanciato: Federico Bernardeschi. Domani col Bologna affronterà la Roma in Europa League. Si aspettava un impatto simile dopo l'esperienza in Canada? "Me lo aspettavo perché a Bologna c’è un direttore come Sartori, che valuta i giocatori a 360 gradi. Hanno capito che Federico aveva ancora tanto da dare e hanno fatto un ottimo acquisto. Penso sia utile anche per la Nazionale: in un momento in cui c'è poca qualità, la sua esperienza può servire molto alla causa azzurra".