Bologna, Castro: "Siamo tutti uniti, si dicevano tante cose nello spogliatoio che non sono vere"
Il Bologna conquista l'andata dei playoff di Europa League in trasferta, sul campo del Brann, grazie a una rete di Santiago Castro che vale il risultato finale di 1-0. Una vittoria costruita con ordine tattico e concretezza, in una serata in cui le condizioni del terreno di gioco hanno limitato le possibilità offensive di entrambe le squadre. Il centravanti argentino, classe 2004, ha firmato il terzo gol consecutivo in un momento della stagione in cui il club rossoblù cercava risposte sia in campo che fuori, dopo settimane di voci e polemiche legate all'ambiente spogliatoio.
Al termine della partita, Castro ha parlato ai microfoni di Sky Sport, toccando i temi del gol, delle condizioni fisiche dopo un colpo subito nel corso della gara, del rapporto con i compagni e dei margini di crescita personale.
Santiago, come hai vissuto questa partita?
"In mancino al campo si vedeva che non potevamo fare tanto, quindi abbiamo fatto la partita giusta, abbiamo portato un gol a casa e questo è importante."
Quella corsa verso i tuoi compagni subito dopo il gol, quelle braccia aperte: cosa significava?
"Noi siamo sempre tutti uniti. Siamo in un momento non facile e questa è una soddisfazione per noi, perché si dicevano tantissime cose dentro lo spogliatoio che non sono vere. Quello che conta è restare sempre tutti insieme."
Come stai fisicamente? Hai ricevuto un colpo ed sei dovuto uscire: tutto a posto?
"Sì, sì, ho preso un bel colpo. Secondo me una bella botta — non so come non l'abbiano valutata — ma mi girava tanto la testa. Quando mi ha colpito ho visto tutto bianco, non mi reggevo. Sono rimasto un po' in campo, ma poi nello spogliatoio mi hanno messo il ghiaccio. Sono contento, è andata bene, abbiamo fatto una bella partita e abbiamo portato a casa un buon risultato."
Contro il Torino, Bernardeschi ha detto che sei un grande attaccante. Prima abbiamo sentito anche Remo Freuler dire la stessa cosa. Quanto conta ricevere fiducia dai compagni?
"Sì, sì, diciamo sempre queste cose. Vorremmo essere da meno. Oggi ho segnato di sinistro, ho dei gol bellissimi di destra, ed è importante far vedere che so segnare anche di testa."
Dove pensi di poter migliorare ancora? Nel volume di gioco, nella continuità mentale, nella prestazione?
"Io penso in tutto. Ho 21 anni, quindi devo migliorare in ogni aspetto: nel passaggio, nel tenere la palla, nel tiro in porta, nei movimenti — tutto. Non ho finito di imparare e devo continuare ad ascoltare i più esperti. Come hanno detto voi, Bernardeschi, Remo [Freuler], Lollo [De Silvestri] sono persone che mi danno tanta fiducia perché credono in me e questo si sente. Sono contento, ma c'è da migliorare in tutto."
Questi tre gol consecutivi sono arrivati in coincidenza con il rinnovo del contratto. È un mood positivo che ti ha aiutato, o è solo una coincidenza? La società ha dimostrato di credere in te rinnovandoti il contratto.
"Non so se sarà una coincidenza. Uno vuole fare del proprio meglio per la squadra. Per un attaccante è sempre importante segnare e dare una mano, ma io ho sempre pensato che è importante stare bene per me stesso e per la squadra. Il mister dice sempre che l'attaccante fa giocare bene la squadra, e quello per me è importante. Il gol è nato da una sovrapposizione alle spalle di Cambiaghi, una situazione su cui lavoriamo tanto: quando l'esterno rientra, qualcuno deve tagliare dietro così da liberare il corridoio o creare l'opzione per il cross. È uscita bene e siamo contenti."
Ma te l'aspettavi il passaggio di Cambiaghi? Perché a volte uno taglia dietro proprio per lasciare tirare lui.
"Non lo so. Sono passato: se non me la dà, tira lui. È importante finalizzare la giocata. Poi me l'ha data, l'ho tirata di mancino — quindi entrato ci sta. Quello che finisce il gol non conta tanto da dire: un gol conta uno e siamo avanti."
Chiudiamo con le belle immagini del Bologna sotto la curva. C'è una danza che non avevamo mai visto: ce la spieghi?
"È una cosa con i tifosi. Ogni volta che vinciamo andiamo da loro, loro cantano e noi siamo con loro. È lo stesso che ho detto prima: fa vedere che siamo tutti insieme, tutti uno — tifosi, società, allenatori e squadra. Anche i dipendenti sono importanti per noi, perché sono sempre con noi, a ogni trasferta, arrivano alle due o alle tre di notte e al mattino sono già pronti. Siamo davvero riconoscenti — non solo ai dipendenti e allo staff, ma anche ai tifosi, perché non è facile venire in Norvegia. Cinquecento tifosi si sono fatti sentire in uno stadio caldo. Adesso vogliamo che non solo giovedì, ma anche lunedì, in una partita difficile, siamo ancora tutti insieme."
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






