Atalanta lenta da due mesi, ora occhio alle spalle. E Palladino tifa Inter il 13 maggio
Che è successo all'Atalanta? Sembrano un paio di mesi ormai che la Dea fatica a correre al ritmo al quale ci aveva abituati, o che comunque ti aspetteresti da una squadra di quella qualità. Anche per questo l'obiettivo Europa, almeno quella principale, è ormai sfuggito dalle mani dei nerazzurri: dopo la delusione di mercoledì scorso per il ko ai calci di rigore con la Lazio in semifinale di Coppa Italia, quella di Cagliari di oggi mette fine alle velleità europee.
Per l'Atalanta di fatto rimane aperta solo la porticina che potrebbe portare gli orobici a partecipare alla prossima edizione della Conference League. A patto però che venga confermato il 7° posto attualmente occupato dai nerazzurri, che vantano 6 lunghezze di vantaggio sul Bologna, con cui devono incrociarsi in quel di Bergamo. C'è però anche un'ulteriore condizione da dover soddisfare perché l'Atalanta possa accedere almeno alla prossima Conference: che sia l'Inter, e non la Lazio, a vincere la finale di Coppa Italia del 13 maggio. Palladino, i suoi giocatori e la sua società insomma, saranno tifosi aggiunti dell'Inter nella notte dell'Olimpico.
In generale, però, per l'Atalanta c'è da porre l'attenzione sul rendimento degli ultimi due mesi, che appare piuttosto preoccupante. Dopo l'impresa di Champions League agli ottavi contro il Dortmund, i nerazzurri hanno vissuto l'amara pagina ai quarti contro il Bayern, non riuscendo però nel mentre a tornare al successo in Serie A, se non tra fine marzo e inizio aprile, a cavallo della sosta, contro due compagini di bassa classifica come Lecce e Hellas Verona. Per il resto, al massimo pareggi, come i due contro la Lazio che hanno finito per costare la possibilità di andare all'ultimo atto della Coppa Italia. E di rimanere agganciati al treno per le coppe europee, almeno per le prime due. Rimane aperta una porticina, per ora.
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