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Casa dolce casa? Macché, è un incubo per il Bologna: al Dall’Ara è crisi neraTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 08:00Serie A
di Leonardo Nevischi

Casa dolce casa? Macché, è un incubo per il Bologna: al Dall’Ara è crisi nera

Il silenzio, a volte, fa più rumore dei fischi. Ma al Dall’Ara, al termine della sfida contro la Roma, si sono sentiti entrambi. Prima la contestazione, sonora, diretta, quasi liberatoria. Poi un vuoto pesante, figlio di una prestazione che ha lasciato più dubbi che certezze. Il Bologna è caduto e lo ha fatto nel modo peggiore: senza mordente, senza anima, senza quella identità che solo poche settimane fa sembrava aver ritrovato. Il confronto con le notti europee del 12 e 19 marzo, negli ottavi di Europa League, è impietoso. Là si era visto un Bologna vivo, organizzato, aggressivo, capace di giocarsela con coraggio e lucidità. Qui, invece, una squadra spenta, scollegata, quasi rassegnata. Meno intensità, meno idee, meno fame. Come se, uscita dall’Europa, si fosse progressivamente affievolita anche la convinzione di poter ancora inseguire qualcosa di importante. La sensazione, forte, è che i rossoblù abbiano tirato i remi in barca troppo presto. E il pubblico lo ha percepito. I fischi piovuti dagli spalti del Dall’Ara non sono stati solo una reazione alla sconfitta, ma il segnale di una frattura emotiva: quella tra una squadra che fino a poco tempo fa accendeva entusiasmo e una tifoseria che ora fatica a riconoscersi in ciò che vede. Una squadra che dei successi al Dall’Ara aveva fatto la sua specialità, con Thiago prima e Vincenzo poi, e che ora ha superato il 50% di sconfitte casalinghe: 9 su 17 con una media punti di 1.7 a partita (numeri da 12esimo posto per intenderci). In questo clima, le parole di Vincenzo Italiano nel post partita fotografano perfettamente lo stato d’animo generale. L’allenatore non si è nascosto, anzi: “Sono dispiaciuto anche per il clima dello stadio a fine gara. Mi auguro di uscire dal Dall’Ara con un modo differente la prossima settimana. Stiamo deludendo e sono estremamente dispiaciuto.” Un’ammissione chiara, che certifica come qualcosa si sia incrinato, non solo sul piano tecnico ma anche su quello ambientale. “La gente ora inizia a pretendere che si alzi l’asticella, ma bisogna capire cosa si vuol fare per proseguire in maniera importante”. Il messaggio è sembrato chiaro da interpretare: per puntare in alto servirà una squadra forte Parole che sanno di bilancio, più che di analisi della singola partita. Ed è forse questo il punto più delicato: il Bologna sembra già proiettato oltre, come se il presente fosse diventato un peso più che un obiettivo. Ma il campionato non è finito, e il Dall’Ara lo ha ricordato con forza. I fischi non sono solo una condanna, ma anche una richiesta: ritrovare spirito, identità e ambizione. Quelle che contro la Roma sono mancate quasi del tutto.