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Bologna, harakiri europeo: domina, spreca e si suicida. Rowe illumina ma non bastaTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 06:45Serie A
di Leonardo Nevischi

Bologna, harakiri europeo: domina, spreca e si suicida. Rowe illumina ma non basta

Così fa male. Perché la sconfitta contro l’Aston Villa di Unai Emery poteva anche starci, ma non dopo una partita giocata così. Non dopo aver dato per quasi un tempo intero la sensazione di essere più squadra, più dentro la gara, più viva. Per 44 minuti il Bologna di Vincenzo Italiano è semplicemente stato superiore: ha palleggiato meglio, ha corso di più, ha aggredito ogni seconda palla, ha tenuto il campo con coraggio, ritmo alto, linee corte, intensità e personalità. L’Aston Villa è rimasto basso, ha sofferto, si è difeso. E ha aspettato. Poi, a un passo dall’intervallo, il primo cortocircuito. Corner di Tielemans, uscita completamente a vuoto di Ravaglia e Konsa che deve solo appoggiare in porta. Nella circostanza pesa anche la leggerezza di Lucumí, che perde completamente il riferimento senza mai attaccare il pallone. Il Bologna ha accusato il colpo e in avvio di ripresa ha completato l’opera da solo: errore in costruzione di Heggem, rimpallo su Buendía e assist involontario per Watkins, che non perdona. Due tiri, due gol. Due regali. Ed è questo il punto: l’Aston Villa, di fatto, non ha costruito quasi nulla. Ha sfruttato gli episodi, come fanno le squadre vere. E soprattutto ha colpito dove era stato detto, ridetto, preparato: sulle palle inattive. Un paradosso che diventa condanna. “Le avevamo preparate, infatti non sono riusciti a farci gol come volevano loro, ma glieli abbiamo regalati noi” dirà amaramente Italiano nella conferenza stampa post gara. Ed è difficile dargli torto. Perché nel mezzo c’è anche tanta, troppa sfortuna. Il Bologna avrebbe meritato almeno un gol già nel primo tempo: quello annullato a Castro per un fuorigioco di pochi centimetri dopo un recupero alto e assist di Rowe. Poi la traversa di Ferguson, nata da una giocata straordinaria dello stesso Rowe. E nella ripresa il palo di Bernardeschi, ancora su invito illuminante dell’inglese. Già, Rowe. Il migliore in campo, senza discussioni. Strappi, qualità, idee: ogni azione pericolosa è passata dai suoi piedi. Anche il gol che ha riaperto la partita porta la sua firma, un lampo che sembrava poter tenere in vita il Bologna in vista del ritorno. Sembrava. Perché nel recupero è arrivata l’ultima beffa, ancora su corner di Tielemans: Watkins dimenticato da tutti, controlla di petto in area piccola e terzo gol che sa di sentenza. È qui che resta il rimpianto più grande. Perché questo Bologna non è stato inferiore. Anzi. Ma tra errori propri, ingenuità difensive e una serata storta negli episodi, ha finito per complicarsi terribilmente la strada. Un vero e proprio harakiri. “Il loro blocco basso è stato fortunato. Oggi se ad Emery fosse girata male sarebbe finita 2/3 a 0 per noi” sempre Italiano nel post partita. Invece ora servirà un’impresa in Inghilterra. Non impossibile, per quello che si è visto. Ma molto più difficile di quanto, per lunghi tratti, il campo aveva raccontato.