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Come ti rivolto il Bologna. Dirige Sinisa Mihajlovic

21.05.2019 12:45 di Simone Bernabei    articolo letto 7415 volte
Come ti rivolto il Bologna. Dirige Sinisa Mihajlovic
© foto di Giacomo Morini
Impossibile (e per certi versi inutile) negarlo. Esiste un Bologna prima ed un Bologna dopo l'arrivo in panchina di Sinisa Mihajlovic. La data da cerchiare in rosso è il 28 gennaio, giorno dell'ufficialità del tecnico serbo al posto dell'esonerato Filippo Inzaghi. In quel momento i rossoblù navigavano in cattive acque, la zona retrocessione era il loro habitat e le prospettive di salvezza piuttosto risicate. Ma oggi, a circa 4 mesi di distanza, la situazione si è capovolta ed il Bologna, col pareggio di ieri contro la Lazio, ha potuto scacciare via le paure e festeggiare una salvezza assolutamente meritata.

Il Bologna di Filippo Inzaghi - 21 partite, 2 vittorie, 8 pareggi e 11 sconfitte. Per una media non proprio esaltante di 0,66 punti a partita, con una proiezione finale da far paura: poco più di 25 punti potenziali in 38 giornate di campionato. Un numero che a maggio, senza inversioni di rotta, avrebbe significato retrocessione certa. Anche perché la squadra, dopo il ko casalingo col Frosinone per 0-4, sembrava assolutamente sfiduciata e non in grado di reagire alle avversità.

Alla fine arriva Sinisa - A cavallo del nuovo anno, come detto, ecco la svolta serba. E che svolta: i primi sentori che qualcosa stava cambiando si avvertirono subito, il 3 febbraio, ovvero il giorno in cui il Bologna riuscì nell'impresa di battere l'Inter a San Siro. Poi il pareggio col Genoa, gli stop preventivabili con Roma e Juve e il ko con l'Udinese. Era il 3 marzo ed il Bologna, sebbene in campo avesse mostrato importanti segnali di risveglio, in classifica navigava ancora in bruttissime acque. Ma nelle gare successive la ruota ha girato, la fortuna ha aiutato la banda di Mihajlovic ed i risultati hanno subito un'incredibile inversione di tendenza: vittorie con Cagliari, Torino e Sassuolo, poi lo stop con l'Atalanta prima dei successi su Chievo, Samp ed Empoli (nel mezzo il pareggio con la Fiorentina). A inizio maggio il ko col Milan, quindi il bel successo sul Parma ed il pareggio contro la Lazio di ieri che ha certificato la permanenza in A del club del presidente Saputo. Un totale di 16 partite fatte di 8 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte per una media di 1,69 punti a partita. Che proiettati sulle 38 giornate di campionato darebbero uno score finale di oltre 64 punti, bottino che oggi permette a Roma-Milan-Inter-Atalanta di giocarsi un posto in Champions.

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