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Ex capo scout del Cagliari, Guffanti: "Finita l'era del calcio per tutti, serve rimettere ordine nel sistema"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 12:00Ex rossoblù
di Giorgia Zuddas
per Tuttocagliari.net

Ex capo scout del Cagliari, Guffanti: "Finita l'era del calcio per tutti, serve rimettere ordine nel sistema"

L’ex capo scout del Cagliari, Riccardo Guffanti, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Messaggero Veneto, affrontando diversi temi legati al calcio e alla sua esperienza nel ruolo. Di seguito un estratto delle sue parole:

Quanto costa iscriversi ad una scuola calcio?

"Le rette per ragazzini di 5-6 anni oscillano tra gli 800 e i 1000 euro, che non è nemmeno poco. Ma tanto o poco, ciò significa che è finita l’era del calcio sport per tutti. Del resto, le società, soprattutto quelle di base - intendo quelle di serie C e le dilettantistiche - non hanno altro modo per sostenersi. I diritti televisivi, infatti, hanno creato economia per i grandi club, non per il resto".

Una volta, invece…

"Una volta a creare economia erano i calciatori formati nei settori giovanili della serie C e, come nel caso del Montebelluna, anche tra i dilettanti. Erano espressione di una selezione lunga e di una crescita meticolosa. I giocatori per la serie A arrivavano da lì ed erano motivo di autofinanziamento per le piccole società".

Non per trovare colpevoli, ma non pensa che il ruolo di osservatori sia stato surrogato dal lavoro dei procuratori?

"Bella domanda, per nulla infondata. Ciò che ha fatto cambiare molto nel sistema calcio è stato il danaro. I procuratori guadagnano se hanno nella loro scuderia giocatori forti o giovani promettenti. Così già quando i ragazzini hanno dieci-dodici anni cercano di creare un rapporto di fiducia con la famiglia per poterseli accaparrare. Per regolamento fino ai sedici anni di età il procuratore è bandito, ma nulla vieta di muoversi tra le maglie di amici e parenti".

Qual è la sua ricetta per impedire al calcio italiano di finire ridicolizzato a livello mondiale?

"Io, per prima cosa, cercherei di mettere ordine, dividendo responsabilità e compiti in tre parti: governo politico (Stato, Regioni e enti locali), governo tecnico (la Federazione dal vertice fino ai comitati regionali e provinciali), i club (con i settori giovanili)".