Daniele Conti ricorda Astori: "Durissimo metabolizzare la sua morte, Davide era eccezionale"
Lo storico capitano del Cagliari, Daniele Conti, ha parlato anche di Davide Astori e del loro legame speciale nell'intervista concessa oggi a La Gazzetta dello Sport. Queste le dichiarazioni dell'ex centrocampista rossoblù:
"Avevo un grande legame con lui perché era un ragazzo eccezionale davvero, era una persona vera che ti parlava chiaro e diretto senza giri di parole. Quando è venuto a mancare, è stata durissima da metabolizzare e da capire come botta perché mi piaceva moltissimo e mi è mancato un grande amico. Mi sento ancora con i suoi fratelli che sono fantastici come lo era Davide".
Sulla sua lunga avventura al Cagliari Conti ha poi aggiunto: "Ci ho giocato 16 anni, raccogliendo 464 partite. Salutai con la retrocessione in B nel 2015. Mi sarebbe piaciuto chiudere in maniera diversa, sono stato male per Cagliari e per i nostri tifosi. Non ho festeggiato perché non c’era niente da festeggiare. Era un giorno triste per la Sardegna, mica per me che smettevo. In carriera sarei potuto tornare alla Roma, a Napoli, a Firenze, in Germania, una volta Ranieri mi chiamò anche al Monaco, “come faccio a lasciare questa gente” gli dissi. Sapevo che lui poteva capirmi. Cellino? Ha sempre avuto fiducia in me e mi ha sempre difeso. Poi era particolare, fissato con la scaramanzia. Una volta giocai con un paio di scarpe viola, venne da me e mi disse: “Se perdiamo te le brucio”. Vincemmo, ma non le ho mai più messe per sicurezza".
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