Zebina e l'addio alla Roma: "Traditore? Ingiusto, prima dicevano che ero un brocco"
In vista del match tra Roma e Cagliari, Vocegiallorossa.it ha intervistato un doppio ex ovvero Jonathan Zebina. Portato in Italia dal club sardo, nell'estate del 2000 si veste di giallorosso: "Ricordo il primo mese, fu tutto molto strano. I tifosi ci contestarono a Trigoria dopo l’uscita dalla Coppa Italia (contro l'Atalanta, ndr). C’erano gli elicotteri, i furgoni della polizia, pattuglie ovunque. Scene da far west. Mi presi una manganellata in testa da un tifoso perché non mi sono mai nascosto e ci ho sempre messo la faccia. Quante voci false sul mio conto, pensate che in discoteca mi addormentavo per la noia!".
Al termine della stagione 2003/04, si trasferisce alla Juventus insieme al mister Fabio Capello. Un passaggio vissuto male dai tifosi romanisti, che da lì in poi lo hanno considerato un traditore: "Ingiusto, prima ero un brocco e dovevo andarmene, poi invece ero diventato importante".
Ora Zebina si gode la vita, coltivando la passione per l'arte e usando poco i social: "Da solo sto proprio bene. A Roma andavo pure al cinema da solo. Anche le mostre, le ho sempre viste quando non c’è tanta gente. Mi hanno sempre detto che ero un po’ strano, atipico per essere un calciatore. Forse hanno pure ragione, ma pazienza".
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