Caso Alvarez, l'Atletico sbarra la strada: ultimatum scaduto il 20 giugno per l'addio a 150 milioni
Tensione alle stelle in casa Atlético Madrid intorno al futuro di Julián Álvarez. Secondo quanto rivelato da Diario AS, l'amministratore delegato dei Colchoneros, Miguel Ángel Gil Marín, aveva fissato una data limite perentoria allo scorso 20 giugno: entro quel termine l'attaccante e il suo agente, Fernando Hidalgo, avrebbero dovuto presentare un'offerta formale da 150 milioni di euro per ottenere via libera alla cessione.
Nonostante l'uscita pubblica del Real Madrid, che il 9 giugno aveva sbandierato un'offerta proprio da 150 milioni, sui tavoli del Metropolitano non è mai giunta alcuna proposta scritta. Una mossa che il club biancorosso ha liquidate sui social con stoccate ironiche verso i cugini ("Ci fate più ridere del Barça"). Dal canto suo, la Araña ha sempre indicato il Barcellona come unica destinazione gradita, ma la dirigenza dell'Atlético ha eretto un muro definitivo allo scadere della deadline, rifiutandosi di intavolare qualsiasi trattativa senza offerte ufficiali nei tempi stabiliti.
Le dichiarazioni d'addio rilasciate dal giocatore due giorni dopo la scadenza dell'ultimatum hanno irritato profondamente i vertici madrileni, che hanno imputato la spaccatura ai "cattivi consigli" del procuratore. La porta per una partenza è ormai considerata blindata: l'Atlético ha già depositato formale denuncia contro il Barcellona presso FIFA e RFEF, lasciando all'attaccante argentino il difficile compito di ricucire i strappi con Diego Simeone e con la tifoseria del Metropolitano.






