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Diomande: "Il Real un sogno, Mourinho mi ha chiamato alle 5 del mattino. Morirò per lui"

Diomande: "Il Real un sogno, Mourinho mi ha chiamato alle 5 del mattino. Morirò per lui" TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 09:26Calcio estero

Yan Diomande, il grande colpo del mercato estivo del Real Madrid, ha raccontato le emozioni del suo trasferimento al club più prestigioso al mondo. In un’intervista rilasciata a SportyTV, il giovane talento ha parlato del momento in cui ha scoperto dell’interesse dei Blancos, della telefonata di José Mourinho e dei consigli ricevuti da Didier Drogba ("Stai attento, Mourinho è mio padre. Devi lavorare sodo, ma è una brava persona", gli ha detto il connazionale).

Il giocatore non nasconde l’emozione per il salto nella capitale spagnola: "Sono orgoglioso e felice perché ho realizzato il mio sogno. Il mio obiettivo è sempre stato quello di diventare il miglior giocatore del mondo e continuo a lavorare per riuscirci". Diomande si descrive come un ragazzo umile, ma allo stesso tempo consapevole delle proprie qualità: "Ho fiducia in me stesso". Il ricordo della chiamata del Real Madrid resterà indelebile: "È stato come vivere un sogno, perché non esiste un club più grande. Dal momento in cui l’ho saputo non riuscivo più a dormire, non potevo crederci. Ho parlato con Juni e poi con l’allenatore. Sono rimasto sorpreso perché Mourinho mi ha parlato in francese. Si è alzato alle cinque del mattino per chiamarmi: questo significa che per lui ero importante. Quando il Real Madrid ti chiama non puoi dire di no".

Il giovane talento ha poi raccontato le prime parole del tecnico portoghese: "Mi ha detto: ‘Ti avevo promesso che avresti fatto parte della mia squadra, ed eccoti qui’. Io gli ho risposto che ero felice di lavorare con lui perché è il migliore. Posso imparare molto, è l’allenatore giusto per continuare il mio sviluppo. Sono pronto a dare tutto per lui". Diomande ha ricordato anche l’incredibile intreccio con il passato. Il suo debutto da professionista arrivò infatti contro il Real Madrid al Santiago Bernabéu, con la maglia del Leganés: "È stato un segno del destino. Credo molto in Dio. È stata una grande coincidenza. Voglio solo godermi ogni giorno. Di quella partita ricordo lo scambio di maglia con Mbappé, e oggi siamo nello stesso spogliatoio a ridere insieme".

Un pensiero speciale è andato proprio al Leganés: "Non dimenticherò mai quel club, perché è stato l’unico a darmi l’opportunità di mostrare il mio valore".

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