Caso Iran e arbitro Artan, portavoce Casa Bianca: "Soggetti potenzialmente pericolosi"
La Casa Bianca difende le decisioni adottate dalle autorità statunitensi. Andrew Giuliani, responsabile della task force incaricata dell’organizzazione del torneo, ha giustificato pubblicamente sia il respingimento dell’arbitro somalo Omar Artan sia il rifiuto dei visti a diversi membri dello staff della nazionale iraniana, sostenendo che le misure siano state prese per motivi di sicurezza.
Intervenendo a un incontro organizzato a Washington, Giuliani ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno già accolto senza particolari problemi la quasi totalità delle delegazioni qualificate al Mondiale. "Finora 35 squadre sono entrate negli Stati Uniti. Nessun giocatore e nessun allenatore è stato escluso dall’ingresso nel Paese", ha dichiarato.
Diversa, però, la situazione per alcuni dirigenti e funzionari. "Ci sono stati responsabili ai quali è stato negato l’accesso, e per buone ragioni", ha aggiunto Giuliani, spiegando che le autorità americane intendono evitare che "soggetti potenzialmente pericolosi possano entrare nel Paese sfruttando la Coppa del Mondo come copertura". Le sue parole arrivano dopo il caso che ha coinvolto Artan, arbitro somalo designato per il torneo e considerato una figura storica per il calcio del suo Paese. Nonostante fosse in possesso di un visto valido, Artan è stato fermato e respinto all’arrivo negli Stati Uniti. In seguito la FIFA ha confermato che non prenderà parte alla competizione. Anche la federazione iraniana ha denunciato difficoltà legate ai visti, con circa quindici membri dello staff tecnico e dirigenziale che non hanno ottenuto l’autorizzazione a entrare negli USA.






