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La rivoluzione a metà e la crisi del settimo anno. Klopp non è a rischio ma deve cambiare marcia

La rivoluzione a metà e la crisi del settimo anno. Klopp non è a rischio ma deve cambiare marcia TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
giovedì 8 settembre 2022, 15:12Calcio estero

Ha riportato la Premier League a Liverpool dopo 30 anni, ha conquistato la sesta Champions League, ha vinto ogni trofeo possibile sulla panchina dei Reds. Nel calcio, però, il passato non conta: a dettare legge sono i risultati del presente e Jurgen Klopp sa che dovrà rimboccarsi le maniche se vorrà evitare che la "crisi del settimo anno" lo colpisca anche in Inghilterra, dopo aver decretato la fine delle sue precedenti esperienza da allenatore, al Mainz e al Borussia Dortmund.

È un'eventualità per ora remota, perché il 55enne di Stoccarda è amatissimo dai tifosi e gode di grande rispetto da parte di tutto il club, con cui ha un contratto fino al 30 giugno 2026, per giunta rinnovato di recente. Qualcosa, però, si è inceppato; dalla partenza di Mané ai mancati rinforzi di spessore a centrocampo gli alibi sono tanti, ma la squadra ha dato l'impressione di essere stanca, quasi arrivata a fine ciclo. Sarebbe servita, forse, una rivoluzione più radicale in estate, dopo una stagione chiusa con le due grandi delusioni della sconfitta nella finale di Parigi e del secondo posto in campionato (per un soffio), alle spalle del Manchester City. A Napoli si è assistito a uno spettacolo indegno, nuovo per certi versi: nel primo tempo molti giocatori camminavano in campo, incapaci di reggere il ritmo e di contrastare la qualità delle giocate degli uomini di Spalletti. La mancanza di reazione, di mordente ha sorpreso un po' tutti, perché il Liverpool di Klopp è una squadra brillante, che si è concessa pochissimi passaggi a vuoto da quel lontano ottobre 2015. L'avvio stentato in campionato e la batosta di ieri sera sono un campanello d'allarme che deve essere ascoltato sulla sponda rossa del Mersey, per non vivere una stagione anonima ed evitare di chiudere una meravigliosa storia nel peggiore dei modi.

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