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Zidane: "Dicono che la partenza di Ronaldo abbia cambiato Benzema, ma io non credo"

Zidane: "Dicono che la partenza di Ronaldo abbia cambiato Benzema, ma io non credo" TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Dimitri Conti
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Dimitri Conti
mercoledì 19 ottobre 2022, 15:27Calcio estero

L'allenatore Zinedine Zidane, vincitore del Pallone d'Oro 1998, ha scritto una lunga lettera a L'Equipe dopo la vittoria del più prestigioso riconoscimento individuale nel mondo del calcio ottenuta quest'anno dal connazionale e suo ex giocatore, a Madrid, Karim Benzema. Di seguito alcuni dei principali passaggi: "Il controllo è ciò che fa girare il pallone, e il suo è ottimo, magnifico in movimento, anche con il petto (...) Ci sono stati momenti in cui abbiamo pensato che sarebbe stato bello giocare insieme: gli avrei fatto fare molti gol! (ride) Abbiamo rimediato come allenatore e giocatore. Quando alleni sei felice di avere certi giocatori come Karim, Modric o Kroos: non perdono mai il pallone. (...) È diventato una leggenda per questo club, rimarrà a lungo nei ricordi della gente. Ha sempre avuto fiducia in se stesso, anche quando dicevano che segnasse poco per un numero 9. Però faceva giocare bene e segnare gli altri... Rende gli altri migliori, lo amo! Ero come lui quando giocavo, solo meno attaccante".

Quindi anche una riflessione sul binomio con Cristiano Ronaldo e la sua grande esplosione postuma: "Dicono che la partenza di Cristiano lo abbia cambiato, ma non credo. Quando c'era CR7 era comunque molto bravo, segnava e faceva assist a lui. Semmai è diventato più sicuro di sé: è diventato padre, si è realizzato nella vita personale e questo si vede in campo. Trasmette fiducia, è un leader che parla poco ma dicendo le cose giuste. Le nostre discussioni sul gioco sono state sempre interessanti, abbiamo la stessa concezione del calcio. La cosa che colpisce di Karim e di giocatori del genere è la capacità di mantenere la calma più le partite diventano importanti e più vai avanti nella competizione. Il fatto che abbia segnato tanti gol nei finali di partita non c'entra con la fortuna, è il segno del grande giocatore. Ricordo tutti quelli nella scorsa Champions... (...) Quando ero il suo allenatore l'ho visto segnare in ogni posizione e modo, di testa, destro o sinistro. E gli dicevo che un giorno avrebbe vinto questo premio se non si fosse arreso, anche se non ne è mai stato ossessionato. Si merita questo Pallone d'Oro, non avrei potuto sognare un erede migliore, in Francia siamo in pochissimi ad averlo vinto (lui, Kopa, Platini e Papin) e ora entra in questo cerchio. Ora occupa un posto speciale nella storia del calcio francese, oltre a essere un giocatore davvero fedele. Ha giocato in sole tre squadre. (...) Alcuni diranno che il migliore è stato Papin, con i suoi gol eccezionali, altri Platini, ma per me è Karim: gli sono stato vicino e so quanto vale. Può brillare ancora di più".

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