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Roma femminile, Spugna: "Vogliamo confermarci in Serie A e giocare stabilmente in Europa"

Roma femminile, Spugna: "Vogliamo confermarci in Serie A e giocare stabilmente in Europa" TUTTOmercatoWEB
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Luca Bargellini
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Luca Bargellini
giovedì 14 dicembre 2023, 12:04Calcio femminile

A poche ore dal match di Women's Champions League della sua Roma contro il PSG, Alessandro Spugna, tecnico delle capitoline, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Serie A iniziando dal ripercorrere le emozioni vissute con la vittoria dello scudetto 2022/2023: “È stato bellissimo, l’entusiasmo era all’ennesima potenza. Dopo il primo anno da allenatore alla Roma, abbiamo lavorato per riuscire a raggiungere questo obiettivo; la finale di Coppa Italia persa ci ha fatto capire che eravamo davvero vicini a quelle che erano le campionesse in carica e abbiamo capito che potevamo provarci. È un traguardo che abbiamo fortemente ricercato perché avevamo la consapevolezza che potevamo arrivare a qualcosa di veramente incredibile. È stato fatto un grande lavoro a livello di club e di staff. È andata come doveva andare".

Spazio, poi ad un pensiero sull'avventura nella Capitale: “Ho sempre visto la Roma come la squadra che per me giocava meglio. Anche nell’anno in cui ero a Empoli, mi ha sempre dato la sensazione che fosse la squadra che giocasse meglio, con delle idee, con dei princìpi che si avvicinano a quelli miei. Quindi, quando c’è stata questa chiamata, anche lì ci ho messo veramente pochi secondi e mi sono seduto, mi ricordo, ero in piedi... mi sono seduto e ho detto “Ah, dico adesso di sì, senza parlare di niente. Mi chiamò Elisabetta Bavagnoli e mi disse che lei avrebbe assunto un altro ruolo e quindi aveva pensato a me come allenatore. È vero che stavo chiacchierando anche con altri. Però, la Roma rappresentava veramente una squadra che per me poteva veramente ambire a qualcosa di importante. Poi ho sùbito percepito da lei e poi lei nei colloqui seguenti col direttore sportivo Gianmarco Migliorati anche la percezione, l'ambizione e la voglia di veramente fare qualcosa di importante. Il primo impatto è stato fantastico. Mi sembrava di essere lì da tanto tempo. Cioè, ho subito avuto la percezione di essere una famiglia, come se le persone mi conoscessero già, come se io conoscessi già le persone. Tant’è vero che io ho ereditato tutto lo staff che aveva Elisabetta prima. Ho potuto dopo poco tempo riscontrare che era anche uno staff di persone straordinarie, sia dal punto di vista umano, ma anche dal punto di vista professionale. E questo sicuramente è stato per me la cosa più importante che mi ha anche facilitato l’inserimento, perché comunque arrivare da solo in una piazza come Roma con giocatrici importanti non era così semplice, invece è stato molto più facile proprio per questo motivo".

Infine Spugna parla degli obiettivi del club per questa stagione: “In uno dei primi colloqui con Elisabetta Bavagnoli le feci una precisa domanda e le dissi: 'Ma qual è la nostra strada? Dove vogliamo andare? Perché qui in Italia probabilmente arriveremo ad essere tra le migliori squadre italiane'. Lo era già la Roma, aveva vinto una Coppa Italia, quindi, insomma, non arrivai proprio in una squadra completamente da rifondare. Lei mi disse: 'Io ho una visione europea, ambisco a vedere una squadra con un'identità precisa'. Il primo obiettivo che ci eravamo dati era veramente provare ad arrivare a giocarci qualche partita di Champions. Questo era il primo anno e il primo obiettivo di quell'anno era centrare almeno il secondo posto per provare ad andare in Champions. E poi, è chiaro, da lì è tutto stato un provare a crescere, con una programmazione molto attenta da parte dell'area tecnica e dell’area sportiva. Nel secondo anno ci siamo resi conto che potevamo provare a colmare il gap con la Juventus, e quindi vincere il campionato. A oggi l’obiettivo è quello di confermarci in Italia e di avere stabilità. Però credo che il principale obiettivo sia veramente sempre quello di arrivare a giocarci ogni anno la competizione europea più importante, perché è veramente qualcosa di diverso, di unico".

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