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La Juventus può permettersi di aspettare Matthijs de Ligt
La forza si commisura anche in tempo, anche in modo. Anche nei tempi in cui si gestiscono modi e metodi. L'emergenza ha portato a una necessità e questa ha portato Matthijs de Ligt a bruciare delle tappe. Vita nuova, calcio nuovo, da zona a uomo, dall'Olanda all'Italia, dall'Ajax alla Juventus. Pianeti e dimensioni differenti, nonostante le incornate dell'ultima Champions League. La pressione è ben altra e nonostante gli allori, gli elogi, i premi e i riconoscimenti, il classe 1999, ovvero a poche albe dal nuovo millennio, sta pagando alcuni peccati di gioventù. Ha vent'anni, De Ligt, nonostante la voce baritonale, nonostante sia De Ligt già da tempo. Eppure ha vent'anni. E a vent'anni si sbaglia, perché dietro puoi avere tutto il talento del mondo, tecnico, tattico, fisico, d'istinto. Però non hai esperienza e senza quella paghi. Pagherai. E' nelle cose, nella storia, nella cresciuta di un giocatore che è stato lanciato prima del tempo a causa dell'infortunio di Giorgio Chiellini. Però la forza della Juventus, di questa Juventus profonda che cerca la sintonia e che per questo non cambia, dietro, è questa: può aspettarlo. Vince nonostante le pecche d'inesperienza, che non intaccano il valore assoluto ma che rischiano a volte di complicare il presente. La Juventus, questa Juventus, è talmente forte, undici partite, nove vittorie e due pareggi in stagione, che può permettersi di aspettare De Ligt, facendo giocare De Ligt. Ieri ha sbagliato l'anticipo, perché quando sei giovane hai fame, foga, voglia, sicché ti butti, ti tuffi, e mica sempre il mare è una tavola blu. Però questa Juventus può permettersi anche queste sbavature. Aspettando che il suo pupillo, il suo gioiello, diventi grande insieme a lei.
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