Pochi italiani nel Como? Fabregas: "Liberali non l'ho preso perché lo è. Guardate Cassano"
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Yvonne Alessandro
Yvonne Alessandro
Fonte: dall'inviato a Trento, Daniele Najjar
ieri alle 20:30Serie A
autore Yvonne Alessandro
04.10.2026 20:30Serie A
Il tecnico del Como parla dal Festival di Trento e reagisce alle critiche sulla poca presenza di volti italiani all'interno della rosa
"Io li vedo, ma dobbiamo capire tantissime cose". Parla così Cesc Fabregas, allenatore del Como, dal palco del Festival di Trento riguardo alla ridotta presenza di giocatori di nazionalità italiana all'interno della rosa e della volontà comunque di cercarli per portarli al Sinigaglia. Ricordando i fatti di due e tre anni fa: "Abbiamo vinto la B con 95% di giocatori italiani. Prima stagione in A posso nominare più di 10 giocatori italiani. Peccato che per quest'ultima stagione possiamo dire che a parte un giocatore ne avevamo zero. Ma giudicare un club, uno staff o un presidente per una stagione. Fagioli o Tonali sono bravissimi, anche Esposito, però loro giocano in squadre fortissime e valgono tantissimo. Palestra pensi non mi piaccia? Ma è andato per 60 milioni al Chelsea dopo una stagione al Cagliari".
In seconda battuta il tecnico lariano ha spiegato il lavoro dietro l'accademia biancoblù e quando è cominciato: "Abbiamo provato a creare la nostra accademia che praticamente è nata due anni fa. Tutti questi esperti vi possono dire che magari ci vorranno 10 anni. Abbiamo 3 giocatori nell'Under 16, 3 nell'Under 17, 3 nell'Under 18 e via dicendo, piano piano stiamo costruendo e arrivando. Vogliamo portarli in prima squadra. Si deve lavorare, costruire, credere", le dichiarazioni riprese da TUTTOmercatoWeb.
L'esempio poi è immediato: "Prendo Liberali: quando ho parlato con lui gli ho detto 'non ti prendiamo perché sei italiano'. Mi piace come gioca, la sua personalità di come trasferisce il suo calcio in un contesto che non lo favorisce fisicamente. Davanti ha Nico Paz, Baturina, Caqueret, ma se lui fa bene le cose e merita a me non me ne frega niente dell'età. Formiamo parte del calcio italiano, mi sento italiano, sono sempre in vacanza in Italia anche se vivo qui. Ora stiamo anche provando ad aiutare nel formare i calciatori italiani".
Il prototipo di calciatore che stanno provando a creare dalle parti di Rovello Porro: "Gente di talento, giocatori che sanno riconoscere tempo, spazio, movimento del tuo compagno", ha analizzato Fabregas. "Mi piace lavorare con giocatori intelligenti. Riccardo Cassano è un esempio: non aveva mai giocato nemmeno con la Primavera, si è allenato con noi, al secondo giorno ho chiamato Roberts (responsabile dell'accademia) dicendogli che lo volevo vedere di più ogni giorno, per vedere come avrebbe reagito ad una spallata di Diao, per esempio. Abbiamo scoperto un giocatore. Mi piace chiedere loro chi sia il loro idolo e fargli vedere i video dei loro idoli".
Fonte: dall'inviato a Trento, Daniele Najjar
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