Fabregas sorride per il boom Da Cunha: "Il merito è suo. All'inizio dicevo questo al ds Ludi"
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Yvonne Alessandro
Yvonne Alessandro
Fonte: dall'inviato a Trento, Daniele Najjar
ieri alle 21:19Serie A
autore Yvonne Alessandro
04.10.2026 21:19Serie A
Il tecnico del Como dal Festival di Trento parla di Antonio Conte, dei contrasti avuti con alcuni tecnici di Serie A e dell'esperimento Da Cunha
A ripensare agli allenatori avuti, Cesc Fabregas oggi alla guida del Como ha ripensato al periodo in cui giocava con i Blues e allenava Antonio Conte, ben diverso da altri tecnici avuti in carriera: "Con Conte al Chelsea avevo già 29 anni. Prima ho avuto Wenger che non faceva così tanta tattica, non lavorava così sulla mentalità, ma era bravissimo a prendere giocatori con la stessa idea di calcio dandoti tanta libertà. Conte era attento al dettaglio, alla struttura, al movimento, per me all'inizio era anche pesante. Nessuno mi aveva mai detto dove dovessi passare la palla. Il terzino mi passa la palla, di prima la metto a Diego Costa che fa gol. Pensavo andasse bene visto che abbiamo segnato, ma Conte a fine allenamento: 'Nooo, il calcio non è questo", e mi spiega dove avrei dovuto passarla", le dichiarazioni riprese da TMW dal Festival di Trento.
Scontri di "fuoco"
In seguito Fabregas ha ammesso di aver avuto delle discussioni con alcuni allenatori di Serie A - balza subito il ricordo delle scintille con Massimiliano Allegri da tecnico rossonero la scorsa stagione - e ha spiegato: "Non voglio dire bugie, con qualcuno c'è stato qualche confronto. Ma per esempio con Conte la prima volta che ho perso 3-1 con il suo Napoli sono stato in spogliatoio con lui a parlare. Io sono ancora giovane ed emozionale a volte, sto imparando, ho ancora l'emozione di essere nuovo in panchina. Mi piacerebbe, quando sbaglio, che un allenatore come Gasperini mi venga dopo la partita a chiedermi perché ho fatto così. Dopo le partite mi piace tantissimo ascoltare chi ne sa più di me. Non si può tenere la stessa amicizia con tutti".Esperimento riuscito
Infine, non poteva mancare il riferimento a Lucas Da Cunha, che dalla Serie B ha raggiunto di recente la chiamata della Francia ed è giù a quota due presenze con i Bleus nell'arco di tre anni e mezzo. Molto grazie a Fabregas, che lo ha pienamente valorizzato spostandolo in mediana: "Il merito è tutto suo", ha ribattuto il catalano 39enne. "Io ho creduto in lui, ma la crescita è stata incredibile per la mentalità e la fame che ha... All'inizio dicevo questo a Ludi ed al club: 'voglio gente con fame che punta a giocare nel Real Madrid, nel Barcellona'. Preferisco uno con meno talento, ma con una fame incredibile di fare carriera rispetto a chi arriva con un grande passato e che ha già fatto i soldi. Questo serve al Como".Fonte: dall'inviato a Trento, Daniele Najjar
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