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La Giovane Italia
Editoriale

Sarri-Napoli, l'addio è stato un flop per tutti. Inter, su Icardi ha ragione Spalletti. Frosinone, la cura di Baroni. Roma, Faggiano l'uomo giusto per il dopo Monchi. Benevento, hai fatto bene a fidarti di Bucchi

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
11.02.2019 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 22216 volte

Dirlo dopo questo week end è troppo facile ma un passaggio lo avevamo già fatto. Il divorzio estivo tra il Napoli e Maurizio Sarri è stato un flop per tutti. Quando le cose vanno bene e un allenatore trova l'habitat ideale bisognerebbe fare di tutto per andare avanti il più possibile. Le colpe principali sono di De Laurentiis che ha voluto far finire il matrimonio e credeva di poter prendere un allenatore più rinomato sulla piazza per provare a ripetere le recenti imprese. Non si può considerare negativa la stagione del Napoli, anzi, ma la sensazione è che la società partenopea sia una eterna incompiuta. Sfiorato il miracolo dello scorso anno, la sensazione è che a De Laurentiis vada bene così e ha preferito ampliare maggiormente il suo business nel calcio (comprando il Bari) piuttosto che inseguire un sogno di un popolo intero. Lo scudetto lontano anni luce, non essere mai stato in corsa per il titolo ed essere stato eliminato dalla fase a gironi di Champions League, sicuramente, non renderanno magica la prima annata di Ancelotti. Carletto può farci poco, perché la squadra è troppo più indietro rispetto alla Juventus ma chi si aspettava che avesse la bacchetta magica è rimasto deluso. Non esistono allenatori con la bacchetta magica ma esistono allenatori che, in un posto piuttosto che in un altro, riescono ad incidere maggiormente. Era il caso di Sarri ed è per questo che il feeling doveva continuare. La Premier non è Napoli e, forse, per incidere in Inghilterra serve qualcosa di diverso. Sarri ha fatto bene il primo periodo, adesso, rischia addirittura l'esonero dopo i 6 gol di Manchester. Che Sarri sia un fenomeno lo dimostra il recente passato ma in blues qualcosa non sta andando per il verso giusto. Napoli, Sarri e Giuntoli... il mix era perfetto ma quando l'allenatore toscano ha deciso di non tollerare più il suo Presidente tutto si è rotto.
In casa Inter, la vittoria con il Parma, è una tachipirina data ad un paziente che soffre di patalogie ben più gravi dell'influenza. Siamo del partito che, realmente, non abbiamo mai pensato ad una Inter a rischio terzo posto. Il campionato, tranne per il quarto posto e la lotta salvezza, è noioso e monotono. Juve, Napoli e dietro l'Inter. Però, dopo un mercato estivo a 5 stelle, Spalletti avrebbe dovuto dimostrare qualcosa di più. In campionato, Champions e Coppa Italia. Finora è una stagione da 5 che, al massimo, può diventare 6. Sarebbe da 7 solo con la vittoria della coppetta europea. Su un tema, però, Spalletti ha ragione. Il caso Icardi, o se volete definirla telenovela va bene uguale, va risolto quanto prima. Non se ne può più a parlare sempre del rinnovo di Icardi. Fate tacere Wanda e la dirigenza nerazzurra prenda in mano la situazione. Vuoi più soldi? Eccoli. Oppure non ci sono. Certo, la scadenza è ancora lontana quindi, sinceramente, questa urgenza non si avvertiva. Siccome, però, queste discussioni distraggono il capitano dell'Inter, andrebbe risolta la situazione una volta per tutte. Icardi merita più soldi, siamo d'accordo, ma se continua a non segnare forse la signora Wanda dovrebbe andare a chiedere di ridurre i compensi al marito-assistito. Ovviamente è una provocazione, Icardi merita qualcosa in più ma deve ricordarsi di fare il professionista e di restare fuori da questa vicenda che inizia a diventare stucchevole. Marotta, pensaci tu.
La sorpresa della domenica si chiama Frosinone e il colpo di Genova, con la Sampdoria, fa tornare a sperare i tifosi ciociari e crea imbarazzo ad Empoli, Udine e Genova. Troppe squadre coinvolte. Solo il Chievo è, quasi, in B poi c'è una bella lotta che potrebbe far saltare i piani anche a società non abituate a queste posizioni di classifica. Complimenti a Marco Baroni perché vincere in trasferta con la Sampdoria non è mai semplice. Il Frosinone si sta rimettendo in carreggiata e, almeno, non ha finito il campionato a gennaio. La squadra ha dei limiti oggettivi di costruzione ma se continua con queste prestazioni potrebbe sfruttare il suicidio di qualcuno che continua a non correre per evitare la serie B. Baroni, da tempo, sta dimostrando di fare grandi cose in panchina. La serie A, finora, con lui non era stata gentile ma adesso che il Frosinone gli ha dato questa bella opportunità se la sta giocando alla grande. Salvarsi resta impresa ardua ma, almeno, la fiammella resta accesa con una certa costanza. Il mercato di gennaio non ha aiutato perché troppi calciatori hanno rifiutato Frosinone come destinazione in quanto data per spacciata. Forse, sbagliando.
A Roma qualcuno pensa già al dopo Monchi. Arrivò dalla Spagna come il Messia. Quello capace di fare grandi cose, di prendere giocatori a due lire, rivenderli a miliardi e se avanza tempo ti vinco anche qualche coppetta. A Roma si è presentato il fratello di Monchi. Tanti giovani presi ma ancora non valorizzati, tanti soldi spesi di investimenti che per ora non stanno tornando. Monchi, come tutti noi, abbiamo una scadenza. Se a fine stagione sarà addio non ci meraviglieremmo. In Italia siamo sempre fan dell'Estero perché diamo per scontato che quelli che arrivano da fuori siano più bravi dei nostri. Per la Roma si fa il nome di Daniele Faggiano, Direttore che a Parma sta facendo benissimo. Sarebbe l'uomo giusto per ricostruire la Roma. Faggiano è giovane, ha idee ma conosce anche benissimo il nostro calcio. Dalla D alla A. E, alla Roma, serve anche questo. Inoltre serve spessore nello spogliatoio, quello che Monchi non ha dimostrato sempre di avere. Tra scrivania e panchina, in estate, la Roma rischia una netta rivoluzione. Il top sarebbe anche sostituire Pallotta ma, per ora, non ci sono i presupposti. Faggiano da una parte e De Zerbi, in panchina, dall'altra potrebbero essere idee interessanti per la Roma del domani. Anche perché i due nomi non sono casuali. Direttore e Mister si stimano e hanno già lavorato insieme a Palermo. Anche se mettere nella stessa frase "lavorare" e "Palermo" stona un pò quando c'è Zamparini alla guida della società.
In chiusura un passaggio in serie B. Si sta riprendendo, ormai da settimane, il Benevento che punta senza mezzi termini al ritorno in serie A. Vigorito ha speso, come sempre, ma a questo giro c'è qualcuno che ha osato più di lui. A gennaio ha fatto ma non ha strafatto. E' il primo anno dove il numero 1 dei sanniti sembra più pragmatico e riflessivo, in sede di calciomercato. La squadra, spesso, difetta in personalità e partite che andrebbero vinte le pareggia o, addirittura, le ha perse. Bucchi è l'uomo giusto per questa società e per la piazza. Allenatore giovane e preparato ha dimostrato ovunque quanto vale. Il problema del Benevento era in campo ma ora, poco alla volta, Bucchi sta risolvendo tutto. La vittoria di Salerno conta molto più dei 3 punti. Adesso ai sanniti serve continuità di risultati e Bucchi ha già la ricetta per far arrivare questa squadra fino in fondo.


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