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U-21, EuroViola tutti fuori. Ecco come hanno giocato

25.06.2019 21:55 di Dimitri Conti    per firenzeviola.it   articolo letto 199 volte
U-21, EuroViola tutti fuori. Ecco come hanno giocato
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Dopo i risultati di ieri sera, e la fine della fase a girone, non c'è più nessun calciatore della Fiorentina ancora in corsa all'interno dell'Europeo Under-21. Dai cinque con cui si era partiti, a zero. Tra pilastri della Fiorentina attuale e delle rispettive nazionali, come Chiesa e Milenkovic, e due calciatori in procinto di arrivare a Firenze per la prima volta, leggi Rasmussen, Terzic e Zurkowski, andiamo a ripercorrere come sono andate le tre partite giocate da ciascuno di essi.

FEDERICO CHIESA (Italia) - Vero e proprio enfant prodige al quale si è aggrappato un buon numero di speranze dell'Italia, Chiesa non ha tradito le attese sul suo conto e si è caricato sulle spalle l'intero reparto offensivo della nazionale. Tre gol complessivi, divisi di fatto su due apparizioni. Perché se è vero che Chiesa ha giocato ogni singolo minuto di questo Europeo, lo è altrettanto che la sua astinenza da reti nella brutta, e decisiva in senso negativo, serata con la Polonia ha inciso e non poco sulle sorti di una selezione forse troppo dipendente dalle sue giocate, in troppe circostanze. Ma rimangono comunque negli occhi le sue prestazioni che, per inciso, hanno fatto ulteriormente lievitare il suo valore di mercato.

NIKOLA MILENKOVIC (Serbia) - Lui che ha giocato anche gli ultimi Mondiali era uno dei grandi fuoriquota di lusso all'interno di una Serbia che, ai nastri di partenza, si presentava con molte ambizioni, però rapidamente andate perdute. Di certo il classe '97 della Fiorentina non ha contribuito con prestazioni scintillanti, non riuscendo a dare sicurezza ad un reparto spesso preso d'assedio. In campo nelle prime due sconfitte dei suoi, 2-0 con l'Austria e 6-1 con la Germania, Milenkovic è stato ammonito in entrambe le circostanze, ed ha saltato l'ultima partita. Persa anche quella.

JACOB RASMUSSEN (Danimarca) - Il suo acquisto è stato accolto tra le polemiche, vista la spesa operata (7 milioni) e il mancato arrivo di Traorè che si presupponeva formare invece con lui una sorta di pacchetto di mercato. In nazionale comunque non ha offerto un rendimento complessivamente così disastroso ed anzi, è l'unico tra gli EuroViola ad aver giocato ogni singolo minuto della competizione fin qui, oltre a Chiesa, sempre al centro della difesa danese. Nella vittoria finale - inutile, però - nei confronti della Serbia ha pure trovato la via della rete. Quantomeno ha ritrovato un po' di fiducia dopo le tante panchine a Empoli.

ALEKSA TERZIC (Serbia) - Acquisto che, nonostante sia di tono minore, sta già generando polemiche in quanto lascito di Corvino che è andato però ad occupare la casella degli extracomunitari. Poco da segnalare nel suo Europeo: le prime due partite le ha vissute in panchina, giocando poi l'ultima nel ruolo per lui inedito di terzino destro, sulla fascia opposta rispetto a quella di sua competenza, ma senza lasciare particolari tracce di sé.

SZYMON ZURKOWSKI (Polonia) - Capitano della sua selezione, il classe '98 polacco è stato probabilmente quello che ha lasciato le migliori sensazioni ai tifosi viola. Se infatti tutti conoscono Chiesa, lo stesso non si può dire di Zurkowski. Leader della sua nazionale, ha condotto fascia al braccio i polacchi al possibile sogno, giocando per 90' sia nel vincente esordio contro il Belgio, in cui ha messo a segno un gol ed un assist, che nel successivo colpaccio ai danni dell'Italia. Si è però dovuto arrendere anche lui inerme allo strapotere della Spagna, venendo sostituito al minuto 71 quando il punteggio recitava già più quattro per gli spagnoli. Rimane comunque un torneo giocato ad ottimi livelli.

Avanti invece, come sorpresa assoluta della manifestazione, la Romania. Guidata da un ex viola che rischia di diventare presto un rimpianto: Ianis Hagi. Due gol per il fantasista e figlio d'arte, che a quanto si dice presto diventerà un nuovo calciatore del Siviglia.


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