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VIOLA IN SCOZIA ALLA RICERCA DELLA PILLOLA BLU CONTRO L’IMPOTENZA. E I CORI CONTRO COMMISSO? A FARLI SONO I DISCENDENTI DEI GARIBALDINI
giovedì 6 ottobre 2022, 11:23L'opinione
di Stefano Prizio
per Firenzeviola.it

VIOLA IN SCOZIA ALLA RICERCA DELLA PILLOLA BLU CONTRO L’IMPOTENZA. E I CORI CONTRO COMMISSO? A FARLI...

Ci manca solo il gol, ipse dixit firmato Vincenzo Italiano dopo la sconfitta di misura di Bergamo. E dici poco avrà pensato più di qualcuno, ma oggi è già il giorno in cui la Fiorentina in versione europea va in scena in Scozia dove tenterà di vincere questa sua non impotentia coeundi, ma più calcistica ‘impotentia goleundi’, trovando il suo pillolone blu: ’siamo convinti di poter vincere’, ha detto il tecnico alla vigilia della gara, ammettendo che la squadra proverà a far qualcosa di diverso là davanti, l’esito della sfida con gli scozzesi svelerà quindi se la sterilità dell’attacco viola sia malattia congenita legata alle scelte dell’ultimo mercato e ogni tentativo di mutare gli esiti sia quindi solo accanimento terapeutico, come Rosy Bindi ha definito un eventuale prossimo congresso del Pd, dopo le recenti elezioni politiche, tuttavia l’ex ministra di Sinalunga propone lo scioglimento del partito e il cambio di nome.

La Fiorentina invece, grazie al Cielo, non si può né si vuole sciogliere e anche per rigirarla come un calzino in uomini e schemi non c’è che attendere la
prossima finestra di mercato.

Perciò conviene mettere tutte le energie e le risorse nella partita di oggi, anche perché la permanenza in Europa bisogna iniziare a meritarsela e a costruirla dopo i primi due colpi andati a vuoto piuttosto clamorosamente, non far bene ad Edimburgo se non per la stagione tutta, sarebbe decisivo in negativo almeno per l’avventura continentale di quest’anno.

Sono probabilmente queste le considerazioni che hanno convinto Italiano che ha in una certa rigidità forse il suo maggior limite, a cambiare assetto, con Jovic che ‘ho visto bene contro l’Atalanta da subentrato’, il quale potrebbe tornare proprio a svolgere il compito tattico di ‘sottopunta’ (un po’
come il sottocuoco di Amici Miei) in cui ha reso benino nel finale di gara con l’Atalanta, sfiorando anche la rete. La cronaca delle prossime ore ci darà risposte.

Ma dopo Bergamo è rimasto un altro strascico fastidioso di cui si fatica a parlare poiché è cosa tristemente abituale negli stadi italiani, e talvolta pure al Franchi (ometterlo o negarlo sarebbe ipocrita), i cori ingiuriosi e razzisti, stavolta l’offeso è stato il presidente viola Commisso che si è giustamente arrabbiato, l’Atalanta pagherà 12mila euro di multa per responsabilità oggettiva, ma è difficile pensare che ammende pecuniarie come questa, risibili per società che fatturano decine di milioni di euro, mutino il sentire popolare e il comportamento di alcuni gruppi di tifosi scalmanati.

Che poi viene da sorridere a pensare che i volontari con la camicia rossa che seguirono Garibaldi nella celeberrima impresa: tutti noi abbiamo imparato la lezioncina sulla partenza da Quarto nella notte tra il 4 e 5 maggio 1860 e lo sbarco a Marsala il 10 maggio. Insomma guardando gli elenchi dei nomi e cognomi dei famosi 1000 garibaldini, salta all’occhio come molti, davvero molti di loro provenissero dalle zone del bergamasco e del bresciano. Gli antenati dei contemporanei che hanno offeso Commisso e gli italiani del sud.

È davvero curioso osservare quanto possano involvere il sentimento e il comportamento di un popolo in appena 162 anni di storia, non a caso Alessandro Manzoni (altro grande lombardo) disse che non sempre ciò che viene dopo è progresso.