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SARRI E LA FIORENTINA, ECCO TUTTA LA VERITÀ. VUOLE INCONTRARE COMMISSO. PROGETTO TRIENNALE. CON LUI POTREBBE RESTARE MILENKOVIC. LA POSIZIONE DI PRANDELLI. GLI ALTRI CANDIDATI.
giovedì 25 febbraio 2021 11:20L'opinione
di Enzo Bucchioni
per Firenzeviola.it

SARRI E LA FIORENTINA, ECCO TUTTA LA VERITÀ. VUOLE INCONTRARE COMMISSO. PROGETTO TRIENNALE. CON LUI POTREBBE...

L’interrogativo che in questi giorni sta facendo il giro di Firenze è uno e uno solo: Sarri allenerà la Fiorentina o no? Non si parla d’altro ed è ovvio che sia così perché dalla prossima stagione il Popolo Viola per continuare ad aver fiducia in Commisso si aspetta un deciso cambio di passo, una squadra competitiva ad alto livello, e il nome dell’allenatore del magico Napoli, vincitore dell’Europa League con il Chelsea e dello scudetto con la Juve, alimenta la fantasia e consolida le speranze.

Mi sembra ovvio e normale, però oggi alla famosa domanda non può rispondere nessuno e quando dico nessuno parlo anche di Commisso e Sarri, i due principali interessati.

Più logico cercare di capire a che punto è la vicenda, se le possibilità di vedere Sarri a Firenze ci sono e sono aumentate e, soprattutto, quando si potrà cominciare a capire qualcosa di più certo su chi siederà sulla panchina viola l’anno prossimo.

Dunque, al di là delle cene fatte con i dirigenti viola, non fatte,  semplicemente prenotate o da asporto, alle quali io non c’ero e delle quali mi interessa il giusto, il contatto fra la Fiorentina e Sarri risale all’autunno scorso, al momento di sostituire Iachini. Allora Sarri disse no, per il vincolo con la Juve difficile da sciogliere, per una squadra che non sentiva sua, per dover cominciare il lavoro in corsa, cosa che non gli piace. Ragioni comprensibili.

Ovvio, però, che il discorso si chiuse con un arrivederci e non con un addio. L’interesse della Fiorentina c’era allora e c’è oggi, come è normale che sia vista la statura del tecnico.

Nel frattempo cosa è cambiato? Sarri ha dato la completa disponibilità ad allenare la Fiorentina. E questo è un passo non da poco. Ricordate quando si parlava di Sarri che dopo essere stato alla Juve e al Chelsea, accetterebbe solo proposte da top club? Bene. Questo non è vero per la Fiorentina, la squadra di casa sua, quella che ha nel cuore, che ha voglia di allenare da sempre come ha ribadito più e più volte in tutte le sedi. Compreso al suo procuratore Fali Ramadani, personaggio molto conosciuto e un tempo legato alla vecchia proprietà viola. Anzi, l’allenatore si sentirebbe affascinato e stimolato dall’idea di rilanciare questa squadra dopo gli anni bui.

Dunque, Sarri che oltretutto ha il rapporto con la Juve in scadenza (il no al terzo anno costa una forte penale ai bianconeri) è pronto per tornare ad allenare e nei suoi pensieri c’è la Fiorentina.

Chiaro che la prima cosa da mettere sul tavolo sarà il progetto di lavoro con obiettivi ambiziosi e, inutile dirlo, Sarri ha le idee molto chiare su cosa fare, non fare, impostare e programmare.

Se c’è già stato, se ci sarà, varie ed eventuali, o meglio nel momento in cui la trattativa dovesse arrivare al famoso “sodo” con la Fiorentina, Sarri ha già fatto sapere che per lavorare in serenità e ottenere risultati ha in mente un contratto triennale con l’autonomia sulle scelte di mercato per ricostruire insieme al direttore sportivo una squadra a immagine e somiglianza del suo tipo di calcio.

Anche per l’ingaggio non ci saranno problemi. Sarri non chiederà i sei milioni più bonus che percepiva alla Juventus, ma quei quattro milioni che oggi Commisso spende per pagare Montella, Iachini e Prandelli, a naso potrebbero andar bene.

Poi, però, nel momento in cui si dovesse arrivare a stringere, il desiderio di Sarri è sicuramente quello di trattare direttamente con il presidente Commisso come ha fatto con De Laurentiis, Abramovic e Agnelli. Vuole sentire direttamente da chi comanda il progetto per il futuro, le sue idee e gli investimenti in programma, per stringere direttamente una sorta di gentleman agreement che vada oltre il burocratico contratto. Sarri è abituato così, quasi all’antica per certe cose.

Questo, almeno, è quello che filtra da radio mercato e da ambienti molto vicini all’allenatore di Figline che dall’idea viola è molto preso tanto da metterla davanti al corteggiamento del Napoli che è ripartito alla grande dopo i problemi con Gattuso di Adl. Risulta che nei giorni scorsi Sarri e Giuntoli si siano sentiti spesso. Sul come e sul perché magari riusciremo a ragionare presto.

Questa, in soldoni, è la fotografia del momento alla quale potremmo soltanto aggiungere che Sarri sulla panchina viola potrebbe rasserenare anche il rapporto della Fiorentina con Fali Ramadani. Tanto per dirne una, Milenkovic con Sarri e un progetto tecnico importante potrebbe anche decidere di restare in viola. E Vlahovic magari decidere di rinnovare, ma non precorriamo i tempi. A questo punto qualcuno si chiederà cosa ne sarà di Cesare Prandelli e anche questo è un interrogativo legittimo. Allora ripeto quello che ho già scritto nei giorni scorsi e me ne scuso, ma il passaggio è fondamentale per capire. La Fiorentina non ha deciso, sta semplicemente cominciando a ragionare su quale potrà essere la scelta migliore per la panchina. Una scelta che non si può più sbagliare dopo gli errori con Montella e Iachini.

Credo che i manager viola in questo momento stiano facendo uno screening con alcuni tecnici, sia con quelli che stanno andando bene in campionato, con quelli che piacciono a Rocco, giovani o di livello internazionale, per capire, valutare, sondare, avere diverse tipologie. Essere pronti al momento giusto.

Alla fine di questo lavoro di analisi, immagino che i profili prescelti saranno sottoposti a Rocco Commisso. Quando tornerà in Italia, presumibilmente verso la fine di marzo, sarà il presidente a decidere su quale nome puntare per poi stringere la trattativa e arrivare alla firma.

Oggi fra i nomi sotto i riflettori c’è anche Cesare Prandelli che non è assolutamente escluso dalla corsa. Soprattutto se abbiamo capito un po’ come ragiona Rocco Commisso con i suoi collaboratori. In questi mesi Prandelli ha fatto cose buone, altre meno, in una situazione complessa. Se la Fiorentina dovesse trovare continuità e il gioco dovesse crescere nelle prossime 8-10 partite, perché non tenerlo?

Questo di sicuro si chiederà Rocco, ma analizzerà anche le soluzioni, le richieste, le prospettive e le valutazioni fatte dai suoi manager su Sarri, Gattuso, Italiano e forse anche Allegri che aveva detto no l’estate scorsa, ma che nel frattempo potrebbe anche averci ripensato.

Una rosa di nomi sui quali si starebbe lavorando come è normale che sia anche se, crediamo, sulla scrivania di Rocco arriveranno al massimo tre ipotesi, come fu l’anno scorso per Juric, De Zerbi e Di Francesco che il presidente poi scartò tenendosi Iachini.

Comunque, fra poco più di un mese avremo indicazioni più precise anche perché i piani di lavoro si fanno in primavera e quando apre il mercato le idee dovranno essere chiarissime.

Dal futuro al presente. Domenica a Udine mi aspetto una Fiorentina più serena e quindi più forte. Con dieci punti di vantaggio sulla retrocessione si può cominciare anche a provare a giocare meglio, senza paura, e questa squadra può giocare meglio. Formazione? Parecchio ruota attorno a Ribery che si allena in gruppo, ma deciderà fra oggi e domani. C’è ottimismo. Altrimenti credo sia buono l’undici del secondo tempo con lo Spezia con Castrovilli e Eysseric. Due soli dubbi, ancora Venuti sulla destra o più spinta con Malcuit? E poi con una squadra molto fisica anche in attacco come l’Udinese (Okaka e Llorente) meglio Quarta o Igor in difesa?  Il tempo per decidere non manca, si gioca la domenica alle quindici come nel bel tempo che fu.

Una parola per Eysseric. Abbiamo sempre pensato che non fosse da Fiorentina, poco adatto al calcio italiano, e sinceramente per il futuro mi aspetto giocatori migliori, ma trattasi di un grande professionista che si è sempre allenato con grande scrupolo, non ha piantato grane, fatto dichiarazioni fuori luogo, o sfoghi, in questi anni s’è adeguato con umiltà a una situazione per lui difficile e in qualche modo è tornato in corsa. Un esempio di professionalità e umiltà da sottolineare.

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