Cecchi Gori a cuore aperto: "Firenze non capì e non mi difese. Tornerei, con Antognoni"
Vittorio Cecchi Gori si è raccontato a 360 gradi in una lunga intervista concessa a La Nazione. Dall'infanzia al rapporto con Firenze: "Vorrei tornare. Non dico in balaustra come una volta, ma a dare una mano anche sì. Con Antognoni". E dopo aver raccontato come suo padre Mario acquistò la Fiorentina ("lo convinsi io a mettere il miliardo in più che chiedeva Pontello"), racconta: "Firenze nel 2002 non capì. Loro ce l’avevamo con me e mi attaccarono proprio sulla Fiorentina. La città non mi difese. I poteri forti che mi volevano colpire. Mi hanno attaccato sul calcio e non sul cinema perché come fai con uno che ha vinto due Oscar?".
Spiega: "Le squadre avevano l’Irpef sui soldi che davano ai giocatori. Per abitudine l’accordo era che via via si pagasse a rate. Io sono stato colpito: soldi subito! E i magistrati dichiararono il fallimento della Fiorentina. Subito dopo fu fatto il ’salva-debiti’..
Sulla Fiorentina di oggi ha aggiunto: "Quanto mi fa incazzare. La Fiorentina mi è stata rubata. Ogni tanto la guardo ma non mi faccio coinvolgere perché questa non è la Fiorentina mia e non è manco quella dei fiorentini".








