Piccoli alla prima da ex contro il Cagliari: quella legge da confermare per mettere in difficoltà Vanoli
Roberto Piccoli oggi contro il Cagliari giocherà la sua seconda partita di fila da titolare dopo quella della scorsa settimana contro il Bologna nel corso della quale ha segnato anche il gol della vittoria viola. L'attaccante, acquistato per quasi 30 milioni la scorsa estate, fino alla gara del Dall'Ara, aveva convinto pochissimo, prigioniero tra l'altro, dell'impossibilità di partire in prestito per aver già vestito due maglie nel corso della stagione. Chissà quante volte, nelle settimane in cui tutto sembrava difficilissimo per lui e per la squadra, avrà maledetto quella gara di Coppa Italia giocata proprio con la maglia dei sardi.
Una nuova occasione
Adesso però il vento sembra essere cambiato. Intanto, pur conoscendo le gerarchie che a parità di condizione lo pongono dietro a Moise Kean, non ha più Edin Dzeko con cui dover fare i conti per ottenere spazio in campo. Poi, con un Kean alle prese con un prolungato problema alla caviglia (nessun problema disciplinare nonostante qualche voce diffusa sui social nelle ultime ore ndr), ha l'occasione per mettersi in mostra e magari di conquistare la fiducia di Vanoli oltre che a ritrovarla per se stesso. L'evoluzione tattica che sta vivendo la Fiorentina in queste settimane di mercato, tra l'altro, lo potrebbero ulteriormente aiutare a trasformarsi da brutto anatroccolo a inatteso cigno.
Prima volta da ex
La gara di questa sera contro il Cagliari tra l'altro cade a fagiolo, perché se c'è una legge vecchia quanto l'intero mondo del calcio, è quella del gol dell'ex e Piccoli, i tifosi sardi se lo ricordano bene. Tra l'altro, all'andata, Piccoli era in procinto di firmare per la Fiorentina e quindi non risultò iscritto nel tabellino né da una parte né dall'altra. Questa volta invece, non solo sarà titolare, ma sarà il vero spauracchio dei tifosi cagliaritani che forse avrebbero preferito addirittura incontrare Kean piuttosto che il loro ex beniamino. Sicuramente Piccoli dovrà lasciare da una parte i potenziali sentimentalismi e lottare come ha fatto in Emilia una settimana fa per permettere alla Fiorentina di dare continuità ai propri risultati. E perché no, anche per mettere in dubbio il ruolo di titolarissimo di Kean una volta che rientrerà tra gli abili e arruolabili.






