Fagioli e Kean, due top player per tutti, anche per Paratici. Dalla gara col Torino starà a loro dimostrarlo
Nella conferenza stampa fiume di oggi Fabio Paratici, nuovo Ds della Fiorentina, è stato stimolato soprattutto su due calciatori, Nicolò Fagioli e Moise Kean. Due che il nuovo dirigente viola conosce da quando erano bambini, poco più. Dieci anni insieme, più o meno, nella Juventus. Adesso li ritrova a Firenze. Una piazza ma anche e soprattutto un gruppo di giocatori che, a suo modo di dire, non merita la Serie B. E se l'affermazione di Paratici sembra forte per una squadra che da inizio anno non è mai uscito dalla zona retrocessione, la volontà di crederci arriva proprio per la presenza di due come Fagioli e Kean.
Su Kean Paratici ha detto: "Quando le stagioni vanno in un certo modo ci sono dei motivi... se non gira quest'anno la Fiorentina, non è solo per colpa di Kean. Conosco bene Moise: sicuramente è l'attaccante italiano più forte che c'è, deve solo fare Kean. Cioè essere nella testa nel carrarmato e farà 20 reti". E poi, su Fagioli: "Penso che Nicolò sia un patrimonio del calcio italiano. E' piacentino come me, conosco bene i suoi genitori. Deve aggiungere la cattiveria agonistica e la voglia di essere il numero uno. E' ancora giovane per me, penso sia un punto di partenza la Fiorentina per lui".
Una doppia investitura non da poco per due che, per qualità e possibilità, c'entrano pochissimo con la fanghiglia in cui sguazza la Fiorentina. Un appello però, anche all'assunzione di responsabilità: "Un conto è fare una cosa al 100%, un conto è desiderarla, quasi con disperazione". E il messaggio sembra proprio destinato a loro due. Servono gli occhi della disperazione anche nei loro sguardi, a cominciare dalla sfida di sabato contro il Torino, in cui saranno probabilmente titolari. Quando li metteranno, sarà tutto più facile.






