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Como e Fiorentina, due squadre opposte per numeri, gioco e mentalità. Ma i viola non partono battuti solo se giocano col terrore come contro il Torino. Vanoli può copiare Conte: va tolta la profondità a FabregasTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Alberto Polverosi
per Firenzeviola.it

Como e Fiorentina, due squadre opposte per numeri, gioco e mentalità. Ma i viola non partono battuti solo se giocano col terrore come contro il Torino. Vanoli può copiare Conte: va tolta la profondità a Fabregas

Stagione 2024-25: Como-Fiorentina 0-2, Fiorentina-Como 0-2. Stagione 2025-26: Fiorentina-Como 1-2 in campionato, Fiorentina-Como 1-3 in Coppa Italia. Se contano i precedenti, una possibilità per i viola c’è: hanno sempre perso al Franchi, ma l’ultima volta sul lago hanno battuto il Como. Una speranza per una squadra oggi disperata è già qualcosa.

La differenza
In questa Serie A Como e Fiorentina sono due squadre all’opposto. Gioca al calcio il Como, non gioca al calcio la Fiorentina. Segna tanto Fabregas (37 gol, quarto attacco del campionato), segna poco Vanoli (10 reti in meno). Hanno una difesa di ferro i comaschi (16 gol subiti, solo la Roma ha fatto meglio con 14), hanno una difesa colabrodo i viola (38 gol incassati, meglio solo di Verona e Pisa). In casa è ancora più difficile segnare al Como (7 reti prese in 12 partite, solo una in più della Roma all’Olimpico), è un groviera la difesa della Fiorentina al Franchi (19 gol presi in 12 partite, penultima difesa casalinga della Serie A insieme a Verona e Sassuolo, solo il Torino è a -20). Queste cifre sono relative alle 24 partite dei viola e solo alle 23 del Como, che dovrà recuperare la sfida col Milan il 18 febbraio. Volendo infierire, si può aggiungere che oggi Fabregas avrà il suo 10, Nico Paz, mentre a Vanoli mancherà Albert Gudmundsson.

La testa viola
Se guardiamo i dati in funzione della partita di questo pomeriggio, se pensiamo al campionato dei comaschi e a quello dei viola, per la Fiorentina le speranze di scamparla sono davvero poche. Quando il Como gioca come sa, può battere chiunque, a parte l’Inter. Eppure, non tutto dipenderà dalla squadra di Cesc. Anzi, se non il risultato almeno lo sviluppo della partita dipenderà nella stessa misura anche dalla squadra di Vanoli. L’aspetto essenziale e determinante per la Fiorentina è uno solo: non ripetere l’ultimo quarto d’ora di sabato scorso, quei quindici minuti di paralisi mentale, di terrore, di panico che hanno permesso al Torino di agguantare il pareggio. È il primo limite della Fiorentina: la paura di non farcela. E infatti, se una squadra perde 22 punti da situazioni di vantaggio, vuol dire proprio questo: non ha la testa per reggere la tensione del risultato.

Come giocarla
Subito dopo c’è l’aspetto tattico. Mercoledì sera, nella sfida di Coppa Italia al Maradona, l’allenatore del Napoli aveva preparato la strategia giusta, adeguata al momento della sua squadra. Non avendo i giocatori per “fare” la partita, Conte ha fatto in modo che nemmeno il Como riuscisse a giocarla come fa di solito. Via la profondità, via lo spazio: così il Como è stato costretto a un lungo e sterile palleggio. Va da sé che quei 90 minuti sono stati bruttini, zero spettacolo, zero spunti, di veramente bello solo il gol di Vergara. Ma senza De Bruyne, McTominay, Gilmour, Anguissa, Neres, con Politano e Lukaku a mezzo servizio, sfidare il Como sul piano del gioco sarebbe stato un errore. L’eliminazione ai rigori, ovviamente, non c’entra con lo sviluppo della partita.

Ecco, la Fiorentina deve cercare di impostare una gara del genere. Qualcuno può chiedersi: ma come, visto che i viola prendono tutti quei gol, come possono cavarsela difendendo e basta? Domanda lecita, ma la Fiorentina ha soltanto quella possibilità: difendersi e ripartire. Perché, se concedi la profondità al Como, quelli ti fregano. E attenzione a Butez, il portiere che ha il lancio del regista: Fabregas non è un fedelissimo della costruzione dal basso. Gli piace, certo, ma quando la circostanza lo favorisce, perché spesso Butez spinge con i piedi la palla fuori area, alza la testa, guarda il campo (se non è attaccato, è chiaro), si prende tutto il tempo e poi piazza la palla a quaranta metri, facendo in modo di colpire la difesa avversaria alle spalle. E la Fiorentina ha già preso di recente un gol del genere: lancio di Meret, Pongracic mangiato da Hojlund, Brescianini incenerito da Vergara e buonanotte. Sarebbe il caso di evitare il bis.